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Sabato 16 Dicembre 2017 - Aggiornato alle 0:57 - Lettori online 518
MODICA - 27/01/2017
Editoriale - Logiche talvolta difficili da capire

Chi la spunta nella battaglia sanitaria?

Ma si ha come l’impressione che altri colpi di scena possano essere alle porte Foto Corrierediragusa.it

Chi vince nella battaglia tra ospedali di primo livello, di base e di comunità? Vince la buona sanità o la politica? Sono le doverose domande che ci si pone alla luce delle vicende di queste ultime settimane che hanno visto l’annuncio della riorganizzazione della rete ospedaliera siciliana secondo criteri di efficienza e di efficacia come ha aveva annunciato l’assessore regionale alla sanità Baldo Gucciardi. Un piano che prevedeva una rete ospedaliera diffusa e integrata secondo diversi livelli che, andando a spulciare tra le carte, evidenziava come i punti deboli della bozza dello scorso anno erano stati riparati per placare le ire di vari parlamentari di riferimento, da Cefalù a Marsala, da Catania a Palermo. Il territorio ibleo aveva incassato due spoke, invece di uno, quello di Ragusa, come risultava nella precedente bozza poi abortita. Il polo Vittoria-Comiso, guarda caso territorio di riferimento del presidente della commissione sanità all’Ars Pippo Digiacomo. Modica veniva tagliata fuori dagli «spoke», che in termini pratici significano reparti, investimenti e primariati. Il territorio modicano ha fatto muro e lo stesso ministro ha tirato le orecchie all’assessore Baldo Gucciardi e «suggerito» che da primo livello il Maggiore venga promosso. I 12 comuni iblei avranno quindi tre ospedali di primo livello e non si può non essere contenti di questo risultato. I dubbi sorgono su come e perché certe decisioni vengono prese, poi riviste, e quindi corrette.

Se la logica dell’efficienza e della razionalizzazione è guida irrinunciabile nel contenimento dei costi sempre crescenti della sanità oppure vale la ragione politica, ovvero un parlamentare giusto al posto giusto e soprattutto se compagno di partito del ministro al tempo prossimo delle elezioni. La politica, è vero, deve fare la sua parte e difendere le buone ragioni dei cittadini ed allora spacciare per razionalizzazione decisioni che invece hanno ben altro sapore non convince, fa male alla credibilità di amministratori e politici perché la pubblica opinione si sente sempre più disorientata ed orientata invece a pensare che tutto è possibile alla faccia dello sbandierato contenimento dei costi e dell’efficienza. Ci si rende soprattutto conto che i manager che i tecnici della sanità, e quindi i più competenti, al momento decisivo contano poco o nulla. In altri tempi si chiamavano raccomandazioni, un’arte mai dismessa che pervade da sempre la società italiana alla faccia del merito, dell’efficienza, delle professionalità, delle competenze.

Nella foto l´ospedale Maggiore di Modica