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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:44 - Lettori online 847
MODICA - 20/08/2015
Editoriale - Si preferisce lanciare accuse a raffica invece di analizzare i fatti e trovare soluzioni

Complesso del vittimismo a Modica per il commissario!

A modicani ai quali non frega proprio nulla di manovre politiche, vere o presunte che siano Foto Corrierediragusa.it

Ci risiamo. Quando accade qualcosa di negativo, nella fattispecie l’invio del commissario ad acta da parte della Regione per la mancata approvazione del rendiconto di gestione, da palazzo S. Domenico si lanciano accuse all’opposizione (e non solo). Stavolta si va oltre, gridando nientemeno che al complotto politico ad opera dello stesso assessore regionale agli enti locali Giovanni Pistorio, in quanto esponente dell’Udc, partito da tempo in rotta di collisione con il sindaco Ignazio Abbate (foto). Proprio quest’ultimo, invece di fornire convincenti spiegazioni sull’invio del commissario ad acta, non trova di meglio che fare la parte della vittima, ovvero di colui che si ritrova suo malgrado coinvolto in un presunto e poco chiaro «gioco di potere». E’ proprio il sindaco, in un comunicato, ad aver lanciato simili accuse, che, ci auguriamo per lui, siano suffragate da un minimo di prove oggettive. Di Pistorio, con una punta di gratuita ironia, peraltro fuori luogo, il sindaco trova «sospetto» che abbia «Troppo a cuore le sorti di Modica».

Poi, come da prassi da qualche tempo a questa parte (vedi il caso depuratore) il sindaco si fa un dovere di ricordare la situazione degli altri comuni iblei. A prescindere dal fatto che ficcare il naso in casa altrui è sempre poco elegante e di cattivo gusto, il primo cittadino farebbe bene una buona volta a concentrarsi su ciò che accade in casa propria. A fare da grancassa al sindaco arriva la maggioranza, che, quando si tratta di difenderlo a spada tratta, è onnipresente. Un po’ meno presente, la maggioranza, lo è però quando si tratta di dare conto e ragione ai cittadini. E così, in un altro comunicato dal contenuto discutibile, vengono accusati in maniera plateale di manie di protagonismo (di cui è affetto in verità anche il loro beneamato sindaco, ma lui non si tocca) i consiglieri comunali di opposizione Vito D’Antona e Ivana Castello. Questi due, secondo la maggioranza, sparano frasi senza senso solo per far preoccupare i modicani e per gettare fango sull’amministrazione: peccato però che l’invio del commissario ad acta sia un fatto, non una frase senza senso.

E poi, ci si chiede, perchè da palazzo San Domenico questa notizia era passata sotto silenzio? Nessuna comunicazione ufficiale era pervenuta, nonostante lo zelo e la tempestività abbondino in altri casi. Non fosse stato per i due consiglieri e per il resto dell’opposizione, la circostanza del commissariamento sarebbe forse passata sotto silenzio, o nella migliore delle ipotesi, sarebbe stata ridimensionata. E invece non è stato così. Ma chi si permette di far venire fuori i fatti, viene tacciato di stravolgerli e di travisarli, se non peggio, come nel caso del «complotto politico» evocato dal sindaco sull’asse Modica – Palermo.

Solo un punto ci sentiamo di condividere del comunicato della maggioranza, racchiuso in questo passaggio che testualmente riportiamo: «Siamo fiduciosi e tranquilli che il bilancio consuntivo 2014, cosi come adottato dalla giunta, otterrà il parere favorevole da parte del collegio dei revisori dei conti e successivamente approvato nei tempi e nelle modalità previste per legge, cosi come si stava procedendo e il commissario nominato dalla Regione, con nota n°37497 del 19/08/2015 ha, difatti, preso atto che la Giunta Comunale ha gia adottato la relazione illustrativa al rendiconto 2014 e che la relativa proposta di deliberazione per il consiglio comunale è già stata trasmessa al Collegio dei Revisori, che provvederà nei tempi previsti per legge ad esprimere il relativo parere». Al di là dello stile e della forma, l’auspicio è chiaro: speriamo però che si concretizzi e non resti tale, per il bene dei modicani ai quali non frega proprio nulla di manovre politiche, vere o presunte che siano.