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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:21 - Lettori online 872
MODICA - 18/05/2014
Editoriale - Che fine ha fatto l’appalto europeo? Quali le tempistiche? Perchè tutto tace?

Pasticcio gestione rifiuti a Modica

Dopo i primi quattro anni sotto la giunta Buscema, è quasi il momento del primo della giunta Abbate, in una logica di perfetta, e quasi perversa, continuità Foto Corrierediragusa.it

E così, con leggerezza, come se niente fosse, ci accingiamo a «festeggiare» il quinto «compleanno» del più grande pastrocchio amministrativo della storia modicana: quello sulla gestione del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti. Dopo i primi quattro anni sotto la giunta Buscema, è quasi il momento del primo della giunta Abbate, in una logica di perfetta, e quasi perversa, continuità. Sono difatti trascorsi quasi cinque anni da quando l’allora Sindaco Buscema, rescisso il contratto con la ditta Busso, titolare del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani a Modica, a causa delle note vicende giudiziarie che colpirono il titolare, decise di affidare «Per motivi di salute pubblica e in condizione di urgenza, fino all’espletamento della gara e comunque per un massimo di 6 mesi» lo stesso servizio alla ditta Puccia. Un affidamento allora legittimo ed anche corretto, atteso che nessuno poteva immaginare di lasciare la città senza una ditta che si occupasse di ritirare e togliere dalle strade la spazzatura.

Il problema è che da quel giorno sono passati quasi cinque anni senza che nessuno, né la precedente giunta né quella attuale, abbia mai pensato veramente di svolgere, come la legge impone, una gara pubblica per l’espletamento del fondamentale servizio, permettendo ad una ditta, solo in forza di un ordinanza prodotta in regime di massima urgenza, di gestire, caso unico in Italia, da cinque anni, un servizio milionario e profumatamente pagato. Non si spiega quanto accaduto e la distrazione di chi, altre volte molto solerte, avrebbe dovuto vigilare, e non solo da un punto di vista amministrativo, visto che nessuna legge in vigore consente ad un ente pubblico di regalare decine di milioni di euro ad un’azienda senza che la stessa sia stata aggiudicataria di un pubblico incanto. Si tratta di una cifra oscillante, tra contratto principale ed atti aggiuntivi, tra i 30 ed i 40 milioni di euro, atteso che, tolte le spese obbligatorie, nessun altra voce di spesa nel bilancio del Comune, avvicina, anche solo lontanamente, l’importo necessario per assicurare lo smaltimento e la raccolta dei rifiuti.

Cosi, senza gara, fatte salve le periodiche dichiarazioni del sindaco di turno che annuncia l’imminente soluzione. Senza che i revisori dei conti abbiano nulla a ridire, senza che nulla abbiano ad obbiettare i segretari generali che si sono succeduti, persino senza che si lamentino i consiglieri comunali. Come se si trattasse della cosa più normale del mondo. Che fine ha fatto l´appalto europeo? Quali le tempistiche? Perchè tutto tace? Forse perché Modica, in fondo, non è un paese per tutti.