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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:30 - Lettori online 1066
MODICA - 02/12/2013
Editoriale - Polemiche a non finire sulla decisione del sindaco di vietare la piazza

Modica ritorna ai tempi della Contea? Solo per i divieti!

Sembra di sentire riecheggiare ancora oggi i tamburi e la voce dell’araldo che annunciava ai cittadini le volontà del Conte nella Modica medioevale Foto Corrierediragusa.it

"Udite, udite cittadini. Per ordine del Conte ed in nome del potere conferitogli da Sua Eccellenza il Re di Spagna, é interdetto ai Modicani l´utilizzo della Piazza principale, sia in caso di assembramenti sediziosi di carattere politico, sia per le feste religiose". Sembra di sentire riecheggiare ancora oggi i tamburi e la voce dell´araldo che annunciava ai cittadini le volontà del Conte nella Modica medioevale, dove, alla fine, non sarebbe stato poi così strano obbedire all´ordine di non occupare la piazza principale della città, soprattutto per attività sgradite al Conte.

Il problema é che siamo nel 2013 e che Modica ha perso lo status di Contea oramai da secoli; con essa non esiste neppure più il Conte, democraticamente sostituito da un sindaco eletto dai cittadini, ed al posto dell´araldo le volontà dell´Amministrazione si estrinsecano in forza di apposite ordinanze.
Ma un problema ancora più grande sta nel fatto che l´ultima trovata del Sindaco Abbate, la chiusura di Piazza Matteotti ad ogni manifestazione politica o religiosa, non ha spaccato, come accaduto in questi mesi per altre iniziative, la città, ma l´ha compattata in un netto rifiuto rispetto ad una decisione che sembra più frutto di un capriccio che di un´esigenza reale.

Soprattutto perché si tratta della piazza nella quale generazioni di modicani hanno dato vita ad epici confronti dai palchi montati dove oggi tutto questo sarebbe vietato. La stessa piazza nella quale decine di leader nazionali hanno arringato i modicani sulla loro idea dell´Italia per oltre 50 anni, e, non per ultimo, la piazza nella quale, tradizionalmente, i vincitori delle varie contese politiche hanno raccolto l´abbraccio delle folle in festa. Compreso il Sindaco Abbate che scelse proprio Piazza Matteotti per il suo comizio di chiusura lo scorso giugno.

Da oggi in poi, almeno fin quando il dissenso dei cittadini non si trasformerà in protesta eclatante, tutto questo non sarà più possibile; niente comizi, niente raccolte di firme, niente gazebi: niente di niente, con buona pace della democrazia. Ah, già che c´era, il Sindaco ha deciso anche di vietare le manifestazioni religiose in Piazza Matteotti. Al bando processioni, Via Crucis del venerdì santo, ed anche la tradizionale messa in piazza per la festa del Carmine. Con buona pace della tradizione, dei fedeli e persino di Santa Romana Chiesa.

Fin qui la cronaca. Due domande però sono doverose; la prima: come reagirà la Chiesa a questa forma di censura ed a questa decisione presa in solitudine, senza alcuna concertazione con chi da questo divieto sarebbe stato colpito? La seconda: ma i consiglieri che appoggiano il Sindaco e che ne costituiscono la maggioranza, sono d´accordo o pensano di evidenziare il loro disappunto pubblicamente? Ed infine, l´Udc, partito di riferimento del Sindaco, che proprio in queste ore inneggiava al "metodo Abbate", che ne pensa dei limiti posti alla democrazia ed alla libertà di esprimere in pubblico, anche nelle piazze principali, il proprio credo religioso?

Attendiamo cortesi risposte. Nel frattempo é già aperta la riffa per tentare di indovinare quale sarà la prossima grande intuizione del Sindaco. Possiamo permetterci un suggerimento? Vietare gli assembramenti di due o più persone nelle pubbliche piazze di Frigintini. Ci scandalizzeremmo lo stesso, ma almeno, qui a Modica, non ci sentiremmo più discriminati.