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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:05 - Lettori online 696
MODICA - 25/11/2013
Editoriale - Le prese di posizione dopo l’intervista del sindaco al nostro sito

Il labile confine modicano tra decisionismo e arroganza

Fa discutere l’immagine decisionista ed autoritaria di Abbate, abbastanza distante da quella utilizzata in campagna elettorale Foto Corrierediragusa.it

L´intervista rilasciata al nostro sito dal Sindaco di Modica, Ignazio Abbate, non ha mancato, come previsto, di suscitare reazioni e commenti opposti, sia per il contenuto delle sue risposte, sia per la voglia del primo cittadino di fornire di sé alla città un´immagine decisionista ed autoritaria, abbastanza distante da quella utilizzata in campagna elettorale per ottenere quel consenso trasversale che lo ha portato a Palazzo San Domenico. Abbate però farebbe bene a non dimenticare alcuni dati ed a riflettere con attenzione su altri. Cominciamo da ciò che non dovrebbe dimenticare. Abbate ha ottenuto al primo turno delle ultime amministrative 8.482 voti a fronte di oltre 46.000 aventi diritto, ottenendo quindi una percentuale, rispetto al potenziale corpo elettorale, inferiore al 20%; al secondo turno, quello di ballottaggio, Abbate passa con 13.573 voti, pari, ancora una volta rispetto agli aventi diritto, a meno del 30%. Insomma, numeri alla mano, meno di un modicano su tre lo ha scelto per rappresentarlo al ballottaggio ed un solo modicano su 5, tra quelli che potevano, per ragioni anagrafiche, esprimere la propria opzione, lo ha fatto al primo turno, quando l´offerta politica, con gli 8 candidati disponibili sulla scheda, era molto più varia e complessa.

Numeri che con la loro testardaggine, sebbene legittimino democraticamente l´elezione di Abbate, forse dovrebbero indurre il sindaco a più miti consigli, perché, dal decisionismo all´arroganza, il passo è breve. In ogni sistema democratico il sistema dei controlli, siano essi quelli del Consiglio, dei revisori o della Corte dei Conti, sono l´alfa e l´omega del sistema stesso, e non prevedono scorciatoie. I controlli vanno fatti con attenzione, e chi li deve istituzionalmente subire, li deve pure accettare con la consapevolezza che sia l´opposizione politica ed amministrativa, sia l´attenzione giurisdizionale sugli atti compiuti nell´esercizio delle proprie funzioni aiutano ad amministrare meglio,oltre ad essere un elemento fondante della democrazia, e non certo un fastidioso impiccio.

Stupisce il silenzio del Consiglio Comunale (a parte qualche consigliere) e del suo presidente in particolare, come se il più importante e prestigioso organismo rappresentativo della comunità modicana si sia ridotto ad un semplice orpello, o ad un accessorio del potere amministrativo nelle mani del Sindaco, a capo di una giunta che non rappresenta e non determina alcuna fisiologica dialettica politica. Questo consiglio comunale ed il suo presidente hanno due strade: o restare in silenzio, continuare a convocare il consiglio con cadenza mensile, quando va bene, e fare finta di niente, oppure dimostrare, con uno scatto di dignità, di esistere e rappresentare la città.

Revisori e Corte dei Conti avranno i loro strumenti per continuare a lavorare in assoluta serenità. E la città? La città, almeno quella che abbiamo potuto ascoltare noi, tramite i commenti, l´attività sui social, ma anche il dibattito spontaneo nei luoghi di aggregazione, è smarrita. Credeva di aver eletto un sindaco, che magari facesse dimenticare lo storico immobilismo della giunta che lo ha preceduto, ma non era forse preparata ad un sindaco così accentratore. Nell´attesa che scopra ciò che accadde ad Utrecht nel 1713 con la elevazione di Modica a "regnum in regno", e decida, come peraltro sta accadendo in molti settori, di fare leggi proprie e di battere moneta. Magari non coniandola, ma trasformando il bronzo dei finanziamenti concessi dal Ministero per risanare i debiti con i fornitori, in oro zecchino e moneta sonante per alimentare una spesa che troppo spesso sta assumendo i contorni di una lunga ed inesauribile "captatio benevolentiae",con tanto di torte celebrative le cui foto farebbero la gioia di Roberto D´Agostino, del suo sito Dagospia e della sua rubrica "Cafonal Show".