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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:44 - Lettori online 1491
MODICA - 17/09/2013
Editoriale - La recrudescenza della criminalità preoccupa non poco

C´era una volta la tranquilla Modica della provincia "babba"

Intanto le forze dell’ordine devono fare i conti con un organico sempre più ridotto all’osso e con le risorse sempre più risicate

C’era una volta Modica, la città sicura, l’oasi conclamata di serenità all’interno di una provincia che da «babba» cominciava a dare segnali preoccupanti di irrequietezza sia nella lontana area ipparina che nelle contigue Scicli e Pozzallo; la città che si permetteva, unica in provincia, di riunire i vertici istituzionali e delle forze dell’ordine in Comune per raccontare di un intero anno concluso con «zero reati», e che si vantava di essere l’unico centro in Sicilia video sorvegliato ed in contatto diretto, 24 ore su 24, con le centrali operative di Carabinieri e Polizia. Oggi la città che si presenta alle cronache è una città completamente diversa, nella quale si racconta per la prima volta nella storia di scippi in pieno centro, e persino in pieno giorno, e nella quale abbiamo scoperto che è pericoloso persino passeggiare o rincasare al tramonto senza incorrere nel rischio di essere borseggiati come se, invece che trovarsi nel centro storico di una delle città più belle e serene di Sicilia, ci si trovasse in uno dei quartieri malfamati di una delle grandi metropoli a scelta.

Oppure, se preferite, la città nella quale un’intera via, peraltro di straordinario transito, viene saccheggiata dai ladri che osano, addirittura, rubare per ben tre volte in un panificio e per due in un distributore, senza pudore alcuno. Oppure, per concludere in bellezza, la città nella quale i metronotte, un tempo interpreti di un ruolo cosi sereno da accendere i nascosti desideri occupazionali di centinaia di giovani affascinati dalla placida routine e dall’assenza di pericoli, oggi sono invece costretti a sparare in piena notte per evitare di essere uccisi da malviventi in trasferta. Per non parlare degli sportelli bancari della città, alcuni dei quali trasformati in autentici bancomat a cielo aperto, e senza manco bisogno di codici, per delinquenti attirati dall’irrisoria semplicità dei colpi.

Una deriva rispetto alla quale anche le antiche litanie sul «tribunale come presidio di legalità e sicurezza per i cittadini» si dimostrano clamorosamente prive di fondamento, visto che proprio con il tribunale operativo ed aperto si è registrata l’incredibile recrudescenza di fatti criminosi e l’ascesa della microcriminalità, mentre le forze dell´ordine devono fare i conti con un organico sempre più ridotto all´osso e con le risorse sempre più risicate a causa della spending review che incide in negativo nella sicurezza dei cittadini. Senza contare l´assorbimento ulteriore di uomini e mezzi per l´ordine pubblico a seguito degli sbarchi e la sorveglianza nel centro di prima accoglienza del porto di Pozzallo.

Nessuna altra emergenza può essere più urgente ed importante per Modica rispetto al ripristino delle condizioni minime di sicurezza, alla certezza di poter lavorare con serenità nelle proprie attività senza l’incubo di essere rapinati, alla consapevolezza di poter riprendere a camminare per le vie del centro liberamente e senza la paura di essere aggrediti alle spalle, alla inviolabilità delle proprie case e delle proprie cose.

Se servono maggiori mezzi e uomini chi ne ha potere e ruolo si attivi immediatamente; se servono nuove sinergie chi ne ha la responsabilità lavori immediatamente per fare in modo che tutti siedano attorno ad un tavolo ed individuino le opportune soluzioni. L’alternativa è quella di consegnare la città alla criminalità, rafforzare al sensazione di insicurezza nei cittadini ed indebolire il tessuto economico, produttivo e l’appeal turistico di Modica e del comprensorio. Un prezzo che, in questo momento, nessuno, ma proprio nessuno, è in condizione di pagare senza morire.