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MODICA - 02/08/2013
Editoriale - Qualcuno rischiava di rovinare agosto, il mese estivo per antonomasia. Gli è andata male

Mare pulito: ora basta con gli allarmismi

L’acqua di mare non potrà mai essere limpida e pura come una fonte sorgiva, ma questo ci può stare, visto che da decenni è sempre stato così, lungo il litorale ibleo e non solo Foto Corrierediragusa.it

Un buco nell’acqua... peraltro non inquinata. Se ci passate questa metafora, per sdrammatizzare su una vicenda che stava assumendo i toni del grottesco, o, se volete, del paradossale. Qualcuno voleva rovinare agosto, il mese estivo per antonomasia, con facili allarmismi sul presunto inquinamento del mare ibleo. Era stato addirittura ipotizzato nientemeno che il divieto di balneabilità. E sulla base di cosa? Dei risultati dei prelievi effettuati due mesi fa (!) al largo della costa, dove a nuoto non ci arriverebbe neanche la buonanima di Pietro Mennea. La domanda è una sola: cui prodest, a chi giova tutto questo? Per fortuna, in maniera puntuale, per tranquillizzare un po’ tutti e far trascorrere un sereno agosto a residenti e turisti, è arrivata la nota del commissario straordinario dell’Asp 7 di Ragusa Angelo Aliquò, il quale dichiara, sic et simpliciter: «Il mare ibleo è pulito». In altre parole, il bagno si può fare senza troppe preoccupazioni, a seguito di recenti e approfonditi controlli e analisi.

E’ altresì chiaro che l’acqua di mare non potrà mai essere limpida e pura come una fonte sorgiva, ma questo ci può stare, visto che da decenni è sempre stato così, lungo il litorale ibleo e non solo. Differente, e per certi versi infondato, è il discorso sui già citati e scriteriati allarmismi circa la presenza di altre non meglio precisate sostanze nell’acqua. Un discorso contorto e sibillino, buono solo ad ingenerare timore e confusione tra la gente. Ma per quale motivo? Lo stesso Aliquò ha fornito una risposta, che non appare neanche troppo peregrina: «Forse qualcuno – ha dichiarato il commissario straordinario dell’Asp 7 di Ragusa – nutre degli interessi reconditi dietro quanto è già successo e poteva ancora succedere, ma il dato resta sempre e solo uno: il mare ibleo non è inquinato».

Con buona pace di chi, eccedendo nell’ego e nel sensazionalismo, al di là dei presunti interessi occulti cui fa riferimento Aliquò, è forse solo alla ricerca di effimera notorietà sulla pelle altrui, peccando di superbia e arroganza, ottenebrato da forti smanie di protagonismo a tutti i costi. E la circostanza si commenta da sé, senza bisogno di aggiungere altro. Epperò non bisogna dimenticare un ulteriore e importante dato di fatto, che induce ad una riflessione sulla base della sua intrinseca contraddittorietà di fondo: nonostante il fermo forzato di ben tre villaggi turistici finiti nell’inchiesta sul traffico di rifiuti, si è continuato a lanciare allarmismi sul presunto inquinamento del mare, sebbene almeno due di queste strutture ricettive, ovvero «Baia Samuele» e «Marsa Siclà», siano chiuse e quindi non operative da ben sette, leggasi sette (!) mesi. Senza contare il parziale sequestro di un depuratore che scarica sul litorale.

Ma allora, bontà divina, da dove diverrebbe questo inquinamento del mare? Perché non si è ancora addivenuti alla reale causa di questo presunto inquinamento? Perché ci si limita solo a ingenerare timore? Nessuna risposta a questi quesiti. E intanto, i 400 dipendenti dei già citati villaggi turistici (al quale si aggiunge «Marispica») ringraziano chi di dovere per essere rimasti, a questo punto inutilmente, senza lavoro e a corto di denaro per tirare avanti e mantenere le rispettive famiglie. E questo, se ci consentite, è un dramma nel dramma. Auspichiamo ora che la si smetta una volta per sempre con tutta questa confusione e si faccia chiarezza a 360 gradi sulla torbida (termine quanto mai appropriato) vicenda, magari cominciando dalle risposte ai nostri quesiti di cui sopra. Intanto, turisti e residenti, fate il bagno tranquilli e trascorrete un sereno agosto, perché il mare è pulito.