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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:43 - Lettori online 624
MODICA - 29/12/2012
Editoriale - I cittadini con un minimo di barlume d’intelligenza avranno già tratto le loro conclusioni

Modica nel caos: politici allo sbaraglio e senza spessore

Alle prossime amministrative saranno gli elettori a sancire chi avrà avuto ragione, e chi invece torto Foto Corrierediragusa.it

Quanto è accaduto in queste settimane, ma soprattutto in questi ultimi giorni, in un comune sempre più sperso tra spauracchi, indecisioni, ridicoli dispetti tra presunti schieramenti politici alleati o all’opposizione, non avrebbe bisogno di ulteriori commenti. I cittadini con un minimo di barlume d’intelligenza avranno già tratto le loro conclusioni, a torto o a ragione.

Il sindaco (foto) se ne va, il sindaco resta. Perché? In questa domanda tanto spontanea quanto scontata, sta il senso di questo editoriale, anche in risposta a quanti, da un punto di vista rigorosamente soggettivo, hanno scorto in questa testata la volontà di chiamarsi fuori da quanto stava accadendo a Modica. Niente di più sbagliato. Premesso che la verità non sta mai tutta da una parte sola, questo organo d’informazione, che da quando è nato si ritiene essere libero (pur con gli sbagli che innegabilmente sono stati commessi, ma chi non ne fa) aveva optato per una presentazione più o meno asettica dell’evoluzione (o sarebbe meglio scrivere «Involuzione») di questa classe politica, compresa un’opposizione che fa da contraltare in maniera poco incisiva e che suona il più delle volte ridondante.

Adesso, dinanzi alle sortite di un sindaco che prima sceglie di dimettersi per candidarsi alle parlamentarie, e poi ci ripensa meno di una settimana dopo per non deludere i cittadini che lo vorrebbero al timone di una nave ormai da tempo alla deriva, ci si consenta di affermare che si tratta di una giustificazione che a noi non convince per niente. Potremo anche sbagliare, ma tutto questo non ci persuade lo stesso.

Tento di spiegarmi meglio con un esempio: se un coniuge è tentato di tradire l’altro (al di là dell’aspetto prettamente morale della metafora) non deve per forza commettere materialmente il tradimento per addivenire alla conclusione che l’altra metà non la prenderebbe affatto bene, se dovesse scoprire i fatti. Ecco, allo stesso modo il sindaco non doveva annunciare le sue dimissioni per scoprire subito dopo la palpabile delusione dei cittadini che si sarebbero sentiti abbandonati, se non addirittura traditi, tanto per restare nel senso della metafora.

In altre parole, prima di assumere una decisione, e salvo poi tornare sui propri passi, il primo cittadino avrebbe dovuto capire che il risultato non sarebbe cambiato, se solo avesse riflettuto meglio e, magari, si fosse preoccupato per tempo di ascoltare prima i cittadini. Risulta incredibile che per rendersi conto di questo stato di fatto, il sindaco abbia prima dovuto annunciare le proprie dimissioni.

Sarebbe bastato rifletterci un po’ su, per evitare quella che appare in fondo come una figura un po’ barbina nei confronti della città. Ciascuno resti poi della propria opinione, per carità, ma questa è la nostra, e come tale è ovviamente soggettiva. Ma abbiamo il sospetto, forse con un pizzico di presunzione, che non siamo i soli a pensarla così. E allora torniamo alla domanda di prima: perché? Per quale motivo il sindaco ha prima annunciato le proprie dimissioni e poi ha fatto dietrofront? E’ davvero così sprovveduto, così innocentemente lontano dalle reazioni, non di certo positive, che una simile decisione avrebbe suscitato tra i cittadini? Non appare invece più verosimile che mancassero alla fine i numeri affinché il sindaco riuscisse a compiere il gran salto che lo avrebbe fatto mutare in parlamentare?

Ma come? Erano già pronti pure i manifesti, con tanto di slogan ad effetto, e poi più nulla? Logico allora pensare che le famose alleanze, inevitabili in politica, siano alla fine venute meno nell’ambito di febbrili trattative conclusesi con un nulla di fatto per il sindaco che avrebbe potuto, forse, rimediare una sonora sconfitta. Può quindi essere che questi freddi calcoli non siano anche stati alla base della decisione del sindaco di non saltare giù dalla nave che affonda, perché sarebbe stato pressoché impossibile raggiungere la terraferma? A pensar male di fa peccato, ma spesso ci si azzecca, secondo un vecchio adagio.

Noi la pensiamo così, checché se ne dica. E in un paese democratico, ciascuno è libero di esporre la propria opinione. Probabilmente adesso il sindaco e il resto del Pd grideranno allo scandalo, accusandoci di essere di parte, di non fare della buona stampa o di non svolgere un lavoro buono. Non si può accontentare tutti, e certe opinioni, come la nostra, possono piacere oppure non essere condivise.

Anche noi potremmo ribattere parlando di una politica che, allo stato attuale, è davvero penosa, avendo raggiunto livelli talmente bassi da risultare persino meschina. Una politica, a tutti i livelli, laddove le ripicche e i presunti interessi personali continuano a farla da padrone, mentre i cittadini soffrono quasi la fame e restano senza lavoro. Una politica che continua ad imbastire improvvisati teatrini nel patetico tentativo di incantare ancora chi deve ingegnarsi per portate ogni giorno il pane a casa, mentre i soliti privilegiati della casta continuano a godere dei medesimi privilegi. Mi rendo conto di star divagando e dunque mi fermo qui.

Limitandoci a quanto accaduto a Modica, smettiamola comunque di nasconderci dietro a un dito. Al di là di veri o presunti scrupoli personali, gli interessi politici ci sono stati, ci sono e continueranno ad esserci. E’ un dato endemico della politica stessa. Poi c’è chi può tentare di ricondurre il tutto alla "preoccupazione" per il futuro dei cittadini.

Ad ogni modo, alle prossime amministrative di primavera saranno gli elettori a sancire chi avrà avuto ragione, e chi invece torto. Il vero dato deprimente è che se questo 2012 sta chiudendosi nel peggiore dei modi, l’anno nuovo non comincerà di certo meglio. Ecco perché gli auguri sono fuori luogo, un po’ come l’ultima «impresa» del sindaco di Modica.