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Venerdì 24 Novembre 2017 - Aggiornato alle 11:27 - Lettori online 597
VITTORIA - 01/11/2016
Economia - Un risultato importante per il comparto agricolo

Il datterino diventa Igp Pachino, Moscato recrimina

L’iter burocratico per l’ottenimento dell’Igp è stato avviato nel 2014 Foto Corrierediragusa.it

Il pomodoro datterino diventa Igp Pachino. Un risultato importante per il comparto agricolo del sudest siciliano, considerato quasi storico, che comporterà un aumento di 4 milioni di chili l´anno di prodotto sugli attuali 7 certificati. L´Unione europea ha deciso di riconoscere all´agricoltura siciliana la possibilità di ampliare il disciplinare del pomodoro di Pachino Igp: dopo il ciliegino, il tondo liscio e il costoluto potrà fregiarsi del marchio di tutela anche plum e miniplum, ovvero le categorie degli "allungati" di cui fa parte il figlio più famoso, appunto il datterino. E’ un traguardo importante ma i produttori restano sul chi vive. «La situazione del comparto -dice Sebastiano Fortunato, presidente del consorzio di tutela "Igp pomodoro di Pachino- resta drammatica».

Per l’europarlamentare Michela Giuffrida il brand pomodoro di Pachino acquista ulteriore forza e presenza sul mercato. L’iter burocratico per l’ottenimento dell’Igp è stato avviato nel 2014 e la sua approvazione consentirà di ampliare da 3 a 5 le varietà certificate del pomodoro di Pachino. Il datterino si è imposto negli ultimi anni sui mercati ed è sempre più richiesto tanto che il Consorzio di tutela ritiene che nel prossimo triennio la produzione potrebbe raggiungere quota 14 milioni. Il pomodoro di Pachino coinvolge i tre comuni dell’area sud del siracusano, Pachino, Portopalo e Noto e Ispica nel ragusano. Un territorio che conta circa 100 aziende, 5 mila addetti e un fatturato di 80 milioni di euro l’anno. Le certificazioni europee, Bio, Igp, Dop, rappresentano gli strumenti più efficaci per contrastare contraffazioni e concorrenza sleale in un momento i cui l’agricoltura siciliana in particolare è sotto tiro per l’arrivo di prodotti non certificati da paesi del’area euro mediterranea.

Decisamente di avviso opposto il sindaco di Vittoria Giovanni Moscato: «Si tratta dell’ennesimo passaggio – spiega il primo cittadino – che penalizza la città e la nostra agricoltura. Purtroppo negli ultimi decenni Vittoria, pur avendo una produzione qualitativamente e quantitativamente molto forte, non è riuscita a tutelare l’ortofrutta con marchi di qualità e Igp lasciando terreno fertile ad altre realtà locali a noi vicine. La miopia politica e l’incapacità di programmare per valorizzare la nostra agricoltura hanno portato Vittoria all’isolamento e alla perdita di svariate occasioni. Pur essendo la terra del Ciliegino abbiamo abdicato in favore di Pachino e adesso abbiamo perso la tutela sul Datterino. Si tratta di una perdita non nata certamente negli ultimi mesi ma figlia di un percorso che dura da anni e di cui non possiamo non rammaricarci. Anche da opposizione avevamo lanciato l’allarme sul marchio Igp Datterino e purtroppo i nostri timori si sono rivelati fondati. Adesso, però, occorre invertire nettamente la tendenza e lavorare caparbiamente per tutelare le nostre eccellenze. Non possiamo più permetterci di non credere alla qualità, all’Igp e alla tutela dei nostri prodotti.

Abbiamo approvato il nuovo regolamento del Mercato Ortofrutticolo nei primi 100 giorni dopo 40 anni di attesa e siamo già al lavoro per colmare i deficit del passato e la mancanza di lungimiranza politica che ha portato Vittoria e la sua agricoltura all’isolamento totale. Il nostro impegno per il riconoscimento dell’Igp per i nostri prodotti è massimo ma il percorso è lungo. Adesso bisogna essere decisi: piangersi addosso è un esercizio inutile così come parlare dei disastri del passato. Serve programmare - conclude Moscato - per il nostro futuro e occorre costruire insieme un percorso nuovo e virtuoso».