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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 872
VITTORIA - 23/03/2016
Economia - Il sindaco di Vittoria e i Forconi annunciano battaglie serie

Stato di crisi per agricoltura, ok da giunta Crocetta

Ma a Bruxelles il commissario europeo ha gelato le aspettative italiane Foto Corrierediragusa.it

La Giunta regionale ha approvato la dichiarazione dello stato di crisi del comparto agricolo siciliano, con particolare riferimento al settore degli agrumi e dei pomodori. La delibera proposta dall´assessore regionale all´Agricoltura Antonello Cracolici è stata approvata dall´esecutivo regionale riunito a Palazzo d´Orleans. "Questo provvedimento potrà supportare l´azione del governo italiano impegnato nella richiesta all´Unione Europea di applicazione della ´clausola di salvaguardia´, nei confronti dei prodotti che entrano nei nostri mercati, alterando il valore della produzione" afferma Cracolici. Inoltre potranno essere attivate misure straordinarie per la promozione dei prodotti in difficoltà e il ritiro merce per beneficenza". Lo stato di crisi potrebbe anche essere esteso nei prossimi giorni anche all’olivicoltura alla luce dell’import di olio tunisino sul mercato italiano ed europeo in genere.

BRUXELLES DICE NO A CLAUSOLA SALVAGUARDIA
Il commissario europeo gela gli agricoltori siciliani. Non ci sono spazi per la clausola di salvaguardia per proteggere i prodotti ortofrutticoli. Il commissario europeo all´Agricoltura, Phil Hogan, esponente del Ppe, ha risposto così ad un´interrogazione presentata dall’europarlamentare Michela Giuffrida del gruppo S&D, unica siciliana in commissione Agricoltura. Michela Giuffrida sull´accordo Ue-Marocco (risalente al 2012, nel precedente quinquennio parlamentare) aveva chiesto l´«assunzione di misure di salvaguardia dei mercati europei», soprattutto a causa delle «pesanti distorsioni dei mercati europei» anche sull’onda delle proteste che gli agricoltori hanno portato avanti in particolare al mercato ortofrutticolo di Fanello a Vittoria. L’inglese Phil Hogan è stato netto e deciso: «Le attuali importazioni dal Marocco di pomodorino sono solo leggermente superiori alla media delle importazioni degli ultimi tre stagioni con un incremento del 6 per cento a novembre 2015, del 7 per cento a dicembre 2015 e del 9 per cento a gennaio 2016». Dice ancora il commissario Hogan: «L’attuale situazione del mercato Ue è influenzata dalle temperature elevate che si sono registrate recentemente. Il clima mite ha anticipato i raccolti e concentrato gli approvigionamento ha determinato un deterioramento dei prezzi a partire dal dicembre 2015. Tale tendenza negativa si è invertita all’inizio di febbraio e in Spagna si è determinato un notevole aumento dei prezzi». Parole che lasciano ben poche speranze agli agricoltori siciliani che proprio la scorsa settimana sono scesi in piazza, hanno manifestato per ottenere la clausola di salvaguarda e mobilitato parlamentari nazionali ed europei e il governo regionale e nazionale. Niente da fare l’Ue non si smuove e riporta tutto in un’ottica molto più ampia.

Difficile che gli agricoltori che da Vittoria a Pachino registrano un calo del 50 per cento dei prodotti ortofrutticoli siano soddisfatti dalle risposte del commissario Hogan. La crisi del comparto è evidente e si tocca con mano. Ma da oggi c’è una certezza in più, oltre al calo dei prezzi, la clausola di salvaguardia non sarà attivata e bisognerà stare sul mercato con tanti saluti all’Europa.

NICOSIA SI ARRABBIA: "LA MISURA E´ COLMA"
Il sindaco di Vittoria Giuseppe Nicosia commenta la notizia del «no» dell’euroministro Phil Hogan all’attivazione delle clausole di salvaguardia a tutela dei prodotti agricoli siciliani: «La risposta del commissario europeo all’Agricoltura non può che sollecitare tutti noi ad ulteriori azioni di protesta contro un’Europa matrigna che vuole disconoscere la gravità della crisi agricola del meridione d’Italia. Negando la possibilità di predisporre uno scudo per l’importazione dei prodotti dal Marocco, Bruxelles ha dimostrato di non capire che la misura è colma e che il Paese da aiutare veramente è il sud d’Italia, e in primo luogo la Sicilia. Alla luce di questi riscontri negativi che vengono dalla Commissione europea, diventano centrali gli incontri già programmati: quello di mercoledì a Palermo con l’assessore regionale Antonello Cracolici e con gli altri sindaci che condividono la nostra battaglia, per definire le procedure dello stato di crisi, e quello di giovedì a Vittoria con i sindaci, non solo siciliani, per coordinare nuove azioni di mobilitazione e di pressione politica, istituzionale e di massa sul governo italiano e sugli europarlamentari, al fine di far rimangiare alla Commissione europea le motivazioni euro-burocratiche, quanto mai cavillose e lontane dalla realtà, che irridono alla disperazione di migliaia di piccole aziende agricole».

I FORCONI INCAZZATI
I Forconi si sentono decisamente presi in giro. "Questa volta - scrivono in una nota - non ci fermeremo dietro al portone. Non riusciranno a fermarci, abbiamo un conto aperto dal 6 Marzo 2012, quando sbagliammo maledettamente, nel momento in cui cademmo nel tranello dei tavoli. Sono passati quattro anni, migliaia di persone hanno perso tutto e altri decine di migliaia oggi subiranno la stessa sorte, la situazione è peggiorata a dismisura. Il Governo centrale addirittura, spinge l´acceleratore sulle procedure esecutive a carico di famiglie la cui colpa è solo quella di non avercela fatta a contrastare la guerra commerciale in cui ci hanno catapultato".