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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:35 - Lettori online 1005
VITTORIA - 18/02/2016
Economia - Vertice capitolino con il ministro Martina

Dopo la marcia dei 3 mila al mercato di Fanello è tempo di fatti concreti

Nella capitale anche i sindaci di Vittoria e Pachino Foto Corrierediragusa.it

La vertenza aperta dai produttori e dagli agricoltori della fascia trasformata con la "marcia dei 3 mila" al mercato di Fanello a Vittoria si sposta a Roma con il vertice al Ministero dell´Agricoltura alla presenza del Ministro Martina che ha invitato al tavolo non solo i sindaci di Vittoria e Pachino, più direttamente interessati alla vertenza, ma anche i rappresentanti della Grande distribuzione. Gli echi della grande manifestazione di sabato al mercato ortofrutticolo di Fanello hanno smosso le acque vista anche l´intenzione dei produttori di indire una mobilitazione nazionale di tutto il settore per dire no a quelle che sono considerate autentiche penalizzazioni di tutto il settore ortofrutta, assediato come è, dai prodotti provenienti dai mercati del Nord Africa grazie all´accordo Euromediterraneo. Tre i punti che il sindaco Peppe Nicosia ha illustrato e per i quali attende, insieme alle categorie interessate risposte concrete. Il primo è la moratoria del debito consolidato dalle aziende e dai singoli produttori, l´istituzione di norme di tutela dei prodotti, e l´applicazione efficace di controlli contro le contraffazioni.

Dice il sindaco Nicosia: "E’ già un primo importante segnale di interesse da parte del Governo; anche se l’ attivazione delle misure di salvaguardia e la convocazione della grande distribuzione sono tra le richieste emerse dall’azione di protesta di sabato, pretendiamo che ci sia ancora più attenzione e, soprattutto, che siano attuate procedure d’urgenza, tra cui ancora moratoria e dichiarazione dello stato di crisi. Ritengo che la manifestazione di sabato a Vittoria debba essere riproposta da qui a breve a Roma e perfino a Bruxelles, per cui chiedo che si lavori per questo. Dobbiamo far comprendere al Governo il reale stato di crisi e le grandissime difficoltà che attanagliano la nostra agricoltura e i nostri produttori; il grande movimento che muove la protesta di questi giorni non deve tornare indietro rispetto alle azioni già proposte, ma insistere ed andare avanti per ottenere - conclude Nicosia - azioni concrete a difesa delle nostre produzioni".