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Domenica 25 Febbraio 2018 - Aggiornato alle 12:57
ROMA - 12/02/2018
Economia - L’allarme lanciato dall’associazione di categoria

Trasportounito: "Si fermano i tir, non ci sono più autisti italiani"

Parla il segretario generale Maurizio Longo Foto Corrierediragusa.it

L’autotrasporto italiano vive un altro dei suoi tanti paradossi: non ci sono autisti per guidare i tir: a denunciarlo è il segretario generale di Trasportounito, Maurizio Longo, che sottolinea come "In un paese caratterizzato da altissimi tassi di disoccupazione, questo frutto maturo di politiche sbagliate e suicide nel settore rappresenti davvero un fatto inaccettabile". Secondo Longo "La totale incapacità della politica, ma anche di soggetti che dovrebbero rappresentare il mondo dell’autotrasporto, di comprendere i segnali che arrivano quotidianamente dalla strada si traduce in una reazione a catena ad alto rischio: gli autisti italiani, imprigionati anche in gabbie formative e obblighi difficilmente rispettabili, abbandonano il settore che diventa preda di autisti stranieri, sempre più spesso stranieri con scarsissima qualifica. Il tutto a spese dei livelli di sicurezza sulle strade e autostrade italiane. E i pochi autisti italiani che sono ancora in servizio, hanno una età media troppo alta».

«Ora è emergenza – conclude Trasportounito – e i partiti che sono concentrati sulla loro campagna elettorale, dovrebbero avvertire la gravità dei pericoli e anche l’effetto paradosso fra i tassi di disoccupazione e l’incapacità di creare lavoro per imprese che vedono congelati nelle aree di sosta i mezzi e quindi gli investimenti che hanno attuato».

Trasportounito chiede quindi l’adozione di due misure non prorogabili: l´eliminazione del corso obbligatorio per la prima acquisizione della Cqc (Carta di Qualificazione del Conducente) cui sono soggetti i conducenti dopo che hanno acquisito la patente C o Ce. Resta comunque l´esame per l´ottenimento della qualificazione Cqc, ma in questo modo ai nuovi conducenti si eviterebbe un costo aggiuntivo di circa 2.500 euro, che costituisce una ulteriore barriera all´accesso a questa professione. Chiesta infine l´individuazione delle imprese-scuola, imprese cioè che, sulla base di determinati requisiti, possano provvedere all´addestramento dei giovani sugli autoarticolati, ottenendo una sgravio contributivo o incentivi di tipo fiscale per ciascun conducente formato.