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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:29 - Lettori online 1097
ROMA - 23/11/2014
Economia - Una rivoluzione approntata con fin troppa fretta. Ma gli italiani sono d’accordo?

Canone Rai si paga con Irpef o in bolletta

A Catania, Palermo e Roma i primi comitati cittadini di protesta denominati « No Rai in bolletta» Foto Corrierediragusa.it

La rivoluzione Rai si consuma con un blitz di poche settimane, da portare a compimento con un provvedimento del governo. Cambia tutto per Viale Mazzini, ma molto anche per l´utente-contribuente, che vede intanto quasi dimezzata (forse già da gennaio) la quota-capestro dell´abbonamento. In bolletta o addirittura inserita in dichiarazione dei redditi, una svolta senza precedenti. Canone con l´Irpef. Un´operazione strutturale destinata a cambiare volto alla "governance" - dalla nuova figura dell´Amministratore delegato ai criteri di nomina dei membri del cda - da sottrarre ai tentacoli politico parlamentari. Fino al contratto di servizio pubblico, tutto da ridisegnare.

La protesta
Netta bocciatura di Francesco Tanasi Segretario Nazionale Codacons all’idea di legare il canone Rai alla bolletta elettrica. Tanasi nel dichiarare che si tratterebbe di una barbarie nei confronti degli utenti, e di essere pronti ad impugnare qualsiasi provvedimento in tal senso, lancia a Catania, Palermo e Roma i primi comitati cittadini di protesta denominati « No Rai in bolletta». La legge afferma – continua Tanasi- che tale imposta è dovuta da chi possiede un apparecchio adibito alla ricezione di radioaudizioni televisive, ma imporre al cittadino l’onere di dimostrare di non avere tali strumenti nella propria abitazione, pena l’addebito diretto in bolletta, appare un atto abnorme che finirà per complicare la vita ai cittadini. Invece- conclude Tanasi - di ricorrere a misure che sembrano un diktat, farebbe meglio il Governo a concentrare la propria attenzione sul canone speciale, quello cioè a carico di uffici, esercizi commerciali, alberghi, sedi di partito, circoli, associazioni, studi professionali e istituti religiosi, per il quale si registra una elevatissima evasione".

Canone in bolletta
Da gennaio il Canone Rai (che ammontava a 113,50 euro da pagare entro il 31 gennaio del 2014) sarà inserito nella bolletta dell´energia elettrica. Lo strumento sarà un emendamento alla legge di stabilità in Senato, in modo da rendere operativa la svolta fin dal gennaio 2015. Ma la svolta vera, quella che interesserà gli utenti, starà nell´importo: 65 euro, che sarà possibile diluire per ciascuna delle bollette (mensile o bimestrale a seconda del gestore), fin quasi a sparire dunque nella percezione collettiva. Sarà dunque collegata alla bolletta di erogazione dell´energia elettrica di ciascuna abitazione, a prescindere dal denunciato possesso (o meno) di una tv in casa. Si pagherà però per tutte le abitazioni: chi ne avrà tre, si vedrà recapitati tre canoni distinti in bolletta elettrica. La stragrande maggioranza di italiani vanta una sola casa, il risultato immediato per la Rai sarà l´aumento del gettito: dovrebbe passare a 1,8 miliardi. Se il progetto del governo dovesse incontrare ostacoli lungo il cammino parlamentare o in fase di realizzazione, sono già allo studio delle contromisure. Come l´inserimento della bolletta elettrica nella dichiarazione dei redditi, una novità della quale non si era parlato finora.

Nuova governance
Addio alla figura del direttore generale (oggi Luigi Gubitosi). L´azienda di Viale Mazzini sarà guidata da un amministratore delegato, con tutti i poteri dell´ad di una società privata. Il cda passa dagli attuali nove a cinque componenti, sarà sempre il Parlamento però a eleggere i consiglieri (come del resto elegge altri organi di garanzia quali i componenti della Consulta o del Csm). Solo in alternativa alle Camere in seduta Comune, sarebbe allo studio anche l´ipotesi della più ristretta commissione di Vigilanza Rai. I nomi sarebbero eletti tra una "rosa" indicata da soggetti esterni e autonomi della politica come l´Agcom (l´Autorità per le comunicazioni), la Conferenza Stato-Regioni, il Consiglio dei rettori, la Corte Costituzionale e i presidenti delle Camere. Il presidente, infine, dovrebbe essere indicato dal cda ed eletto dalla commissione di Vigilanza. Tutto a un solo fine: cancellare logiche di lottizzazione che hanno sempre governato la selezione dei vertici. Sarà davvero la volta buona?

Palazzo Chigi ci proverà attraverso un disegno di legge da adottare in Consiglio dei ministri tra fine dicembre e i primi di gennaio, subito dopo la sessione di bilancio, ma da approvare entro maggio. Non a caso. A metà 2015 è in scadenza il cda in vigore oggi e bisognerà cambiare prima se si vorrà procedere al rinnovo con le nuove regole. Il ddl arriverà solo a fine anno per evitare l´ingorgo che già stressa il Parlamento, ma anche per attendere che diventi legge l´inserimento del canone in bolletta proprio nella legge di stabilità. L´obiettivo del governo Renzi è quello di riportare la Rai nell´alveo delle grandi aziende, soprattutto al fine di snellirne le arcaiche e lente procedure decisionali. Stop agli appalti per ogni genere di spesa, anche quelle minute di penne e matite. Secondo obiettivo, far rientrare l´azienda pubblica tra le fattispecie disciplinate dal Codice civile. Dunque, società per azioni o quella con il modello duale con un consiglio di sorveglianza: netta la predilezione del governo per la prima soluzione.

Il servizio pubblico
Il contratto di servizio pubblico, che disciplina i rapporti tra lo Stato e la più grande azienda culturale, è in scadenza nel 2016. Il governo Renzi ha intenzione di anticipare il rinnovo al 2015, ovvero ai prossimi mesi. Cosa cambia? Nella filosofia di Palazzo Chigi viene ridefinita l´idea stessa di servizio pubblico. Non più un´azienda assistita che vive con una programmazione a breve gittata, appesa sempre alle mammelle del Tesoro. E infatti, per realizzare l´obiettivo, viene trasformata la struttura stessa del contratto, che da triennale viene reso decennale. La Rai conoscerà in anticipo quanto incasserà dal gettito statale di anno in anno: nel 2015 dovrebbe ammontare a 1,8 miliardi, come si è visto, destinati a lievitare con il recupero dell´evasione tramite bolletta. E questo consentirà ai futuri nuovi amministratori della "società" di poter pianificare una road map di investimenti degno di un´azienda da oltre 10 mila dipendenti. Sarà la Rai del futuro, se la maxi operazione andrà in porto nei termini definiti dal governo. Il presente appare assai più tormentato e burrascoso. Nella settimana che si è appena chiusa, il cda ha deciso a maggioranza di far ricorso contro il decreto Irpef che prevede tagli per 150 milioni. Atto di guerra contro palazzo Chigi. Il bilancio 2013 dell´azienda ha chiuso in attivo per 5 milioni di euro, dopo la perdita di 244 milioni del 2012. Il direttore Gubitosi prevede un 2014 non roseo, a causa dei diritti e dei costi legati al mondiale in Brasile. La sfida ambiziosa di Renzi è quella di archiviare il "Cavallo morente" simbolo di Viale Mazzini per tenere in vita il solo "Cavallo alato" di Saxa Rubra. Ma sarà un´impresa.


REFERENDUM
25/11/2014 | 9.30.53
arlecchino

Propongo un referendum per l´ABROGAZIONE della RAI. Ci sono ormai centinaia di emittenti e la pluralità dell´informazione è garantità ormai benissimo da internet. Che ce ne facciamo delle boiate della RAI?


Per Emanuele
24/11/2014 | 21.03.18
Gianni

Emanuele, quindi secondo il tuo ragionamento, dovremmo pagare un canone per tutti i servizi pubblici: ferrovie, autostrade, aeroporti, ecc…a prescindere se li usi o no. In molte nazioni Europee si paga il canone per la TV pubblica, ma non c’è pubblicità e soprattutto NON è controllata dal partito che (momentaneamente) governa. Ma perché dobbiamo adeguarci alle tasse degli altri paesi e non invece ai servizi?!?!?! Già finanziamo i politici ed i loro partiti…dobbiamo anche finanziare la LORO TV?! Non è questione d’ingenuità…usciamo fuori la testa dalla sabbia, facciamolo per lasciare un’Italia migliore ai nostri figli; il tuo ragionamento:»finanziamento occulto-ingenuo-il pubblico va finanziato», lascia intendere di che scuola sei.
Auguri…………


PER GIANNI
24/11/2014 | 10.34.55
Emanuele

Gianni dai non fare l´ingenuo, la Rai è servizio pubblico e come tale va finanziato pubblicamente oltre che gli introiti della pubblicità. Si paga in molte nazioni Europee. Dove non si paga in maniera esplicita, è sicuramente prevista qualche altra forma di finanziamento occulto.


Non nascondiamoci
23/11/2014 | 22.07.19
Aurelio

"..queste sono categorie che hanno un´evasione minima.." dice gd4, ma è anche vero che che hanno una "minima" emissione di scontrini e fatture...


ma finiamola...
23/11/2014 | 20.27.42
gd4

il codacons farebbe bene a stare attento alle fesserie che dice per quanto riguarda gli esercizi commerciali, i bar, i ristoranti e gli alberghi... queste sono categorie che hanno un´evasione minima, visto che sono tutti i giorni aperte ai controlli di qualunque pubblico ufficiale, che può constatare facilmente l´esistenza o meno di un televisore senza bisogno di un mandato di perquisizione... inoltre queste imprese non pagano il canone domestico di 113 euro ma pagano canoni salatissimi e assurdi che possono arrivare anche a migliaia di euro all´anno... e ancora, come se non bastasse, devono pagare anche la Siae (e sono altre centinaia di euro)!
la verità è che ormai il processo di distruzione dell´economia italiana è diventato irreversibile e il sig.renzi sta facendo di tutto per velocizzarlo! fra qualche anno non rimarrà niente da tassare... solo le macerie di un paese allo sbando, senza industrie, senza agricoltura e senza commercio... pieno però di politici, burocrati e impiegati pubblici che non avranno più nessuna mucca da mungere!