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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:11 - Lettori online 1776
RAGUSA - 23/06/2010
Economia - Ragusa: i dati diffusi dalla Uil confortano per la tendenza di segno positivo

Timidi segnali di ripresa, cassa integrazione a -76%

Nel comparto degli articoli in alluminio, della plastica, del cemento e della gomma inoltre c’è un incremento del 4,2 per cento

La crisi c’è anche se in provincia di Ragusa c’è qualche timido segnale di ripresa. I dati diffusi dalla Uil confortano per la tendenza di segno positivo che tuttavia è limitata solo agli ultimi mesi con un aumento del fatturato soprattutto nell’edilizia e nell’industria che si attesta sull’uno per cento. Non sarà molto ma può essere il segnale del risveglio anche perchè in questi comparti in particolare diminuiscono le ore di cassa integrazione. Nel comparto degli articoli in alluminio, della plastica, del cemento e della gomma inoltre c’è un incremento del 4,2 per cento.

Se i dati della cassa integrazione si limitano ad una lettura riguardante solo i primi cinque mesi di quest’anno ci sono buoni motivi per essere fiduciosi visto che c’è una percentuale del meno 76 per cento a maggio su base nazionale ed i numeri dicono che solo 500 lavoratori della provincia sono dovuti ricorrere alla cassa integrazione; a maggio poi appena 133 lavoratori hanno usufruito di questo strumento di sostegno su 78mila occupati. Diverso tuttavia è il discorso se i primi cinque mesi di quest’anno si raffrontano con i corrispondenti del 2009.

Da gennaio a maggio di quest’anno infatti le ore di casse integrazione sono state ben 447mila con una differenza di quasi l’80 per cento in più rispetto al 2009 quando le ore autorizzate sono ammontate a 239 mila. Un dato che fa riflettere perché dice nella sua schiettezza che c’è meno lavoro e meno occupazione; in particolare nel settore edile dove le ore richieste di cassa integrazione sono state 230 mila, seguito dall’industria con 167 mila, il commercio 40 mila, l’artigianato per nove mila. Rispetto ad un anno fa dunque la crisi comincia a mordere e colpisce tutti i settori con ripercussioni dirette su tutta l’economia. Un dato di cui amministratori, politici, istituzioni devono tener conto per avere un quadro realistico della società ragusana.