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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:45 - Lettori online 850
RAGUSA - 08/05/2010
Economia - Ragusa: gli sconfortanti dati emersi dalla "Giornata dell’economia"

Crollo verticale del Pil (-17%), in provincia di Ragusa è crisi

Il presidente della Camcom Pippo Tumino auspica una svolta

L’isola che non c’è. E’ la provincia di Ragusa che arretra nell’indice della ricchezza prodotta; il Pil infatti è crollato in un anno del 17 per cento e nel biennio 2007-2009 si è registrato un calo del tre per cento dei lavoratori occupati. Difficile parlare oggi dell’isola felice del ragusano, dell’isola nell’isola. Come rileva Giovanni Avola, segretario provinciale della Cisl, «L’unico motivo per definirci ancora isola è perché le infrastrutture sono assenti o carenti». Gli indici economici relativi al 2009 parlano di una provincia in recessione e con poche prospettive di risollevarsi.

Lo dicono i dati di Clas, una società specializzata nelle indagini socio economiche, cui la Camera di Commercio ha affidato uno studio di settore. Tutti gli indicatori presi in esame, produzione, relazione, contesto, pongono la provincia di Ragusa in una fascia bassa anche in relazione alle altre provincie siciliane. Basti solo leggere i dati relativi al prodotto interno loro che è passato da 20mila euro a persona a 16mila 739 euro. Una perdita secca in termini di potere di acquisto e di benessere tanto da collocare Ragusa al 90 posto in Italia; un 31 per cento in meno rispetto alla media nazionale.

Il calo del Pil è stato determinato anche dalla contrazione dell’occupazione tra il 2007 ed il 2009, una perdita secca del tre per cento anche se l’impatto della perdita dei posti di lavoro è stato contenuto grazie alle 980 mila ore di cassa integrazione. Le prospettive tuttavia non sembrano brillanti perché quando questo ammortizzatore sociale andrà a scadere nei prossimi mesi tutti gli effetti negativi si riverseranno su famiglie e giovani soprattutto. In un quadro scoraggiante si salvano le imprese il cui saldo nel 2009 è tornato in attivo e le cui esportazioni verso l’estero sono aumentate del 48 per cento.

Ragusa è inoltre la prima in Italia per la ricchezza prodotta dal comparto dei servizi ed al’ottavo per la piccola e media impresa. Le proiezioni sul primo semestre del 2010 tuttavia non confortano e sarà un anno duro anche per la recessione internazionale, i ritardi nelle infrastrutture, la scarsa capacità di coesione tra le imprese. I fatturati sono previsti in calo, il saldo nell’occupazione, soprattutto nell’industria, è negativo. Aiuto, l’isola felice non c’è più.