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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:44 - Lettori online 1162
RAGUSA - 25/02/2010
Economia - Ragusa: prosegue l’occupazione di palazzo di viale del Fante

Poca concretezza da Bruxelles, agricoltori insoddisfatti

Urge sostegno per un intero settore messo a dura prova da una grande distribuzione sempre più invasiva

Da Bruxelles solo dichiarazioni generiche di buoni intenti e gli agricoltori siciliani non mollano. A Ragusa il comitato di base ha deciso di continuare ancora per il terzo giorno consecutivo l’occupazione dell’aula consiliare di palazzo del Fante perché le risposte avute dalla delegazione italiana dal presidente della commissione agricoltura Paolo De Castro non convince. Delusione anche per l’assenza di rappresentanti autorevoli dei governi nazionale e regionale a cominciare da quella annunciata di Raffaele Lombardo.

A Bruxelles erano presenti invece i parlamentari europei Crocetta , La Via, Antinoro, Alfano, Iacolino cui hanno dato man forte i deputati regionali Riccardo Minardo, Pippo Di Giacomo e Orazio Ragusa ed il presidente della Provincia Franco Antoci ed il sindaco di Vittoria Peppe Nicosia. Impercettibili i passi in avanti fatti verso la risoluzione della vertenza che vede il mondo dell’agricoltura in subbuglio per mancati ricavi , per uno stato di crisi generalizzato, per una tassazione insopportabile.

Il documento ufficiale diffuso al termine della riunione di ieri sera parla di una disponibilità di massima ad aprire un tavolo di confronto grazie ad un pacchetto definito «Mediterraneo» in cui si prevede l’etichettatura dei prodotti e la loro tracciabilità, controlli degli standard qualitativi del settore ortofrutticolo in modo da contrastare sul piano della qualità l’invasione dei prodotto dei paesi del Nord Africa. Inoltre il pacchetto comprenderà altre misure a favore dell´olio, del grano, agli stoccaggi dell´olio e con la creazione di specifici fondi dedicati ai prodotti stessi.

Per quanto riguarda, invece, la richiesta dello stato di crisi, i parlamentari europei «si faranno carico –si legge nel documento– di monitorare con la direzione di competenza della commissione europea, lo stato della richiesta già inoltrata dalla Regione Siciliana tuttora in istruttoria presso il Governo Nazionale. Nulla da fare invece per ulteriori interventi a favore dell’agricoltura da parte dell’Ue; Paolo De Castro è stato chiaro; per gli sovvenzioni straordinarie bisogna bussare presso i governi nazionali e regionali così come hanno fatto gli agricoltori di altri paesi europei come Francia e Germania.

L´ORIGINE DELLA PROTESTA
Anche la Chiesa, per la prima volta nella provincia iblea, si schiera apertamente in favore di una categoria, quella degli agricoltori. Coloro che rischiano di diventare i nuovi poveri hanno occupato pacificamente palazzo di viale del Fante, sede della provincia, per manifestare la loro preoccupazione. E´ stata avanzata alla Regione la richiesta dello stato di crisi. Sono tempi duri per il comparto. La crisi sta stritolando un intero settore, già messo a dura prova da una grande distribuzione sempre più invasiva.

Il mondo ecclesiastico ha manifestato pieno sostegno agli agricoltori. Le diocesi di Ragusa, Siracusa, Noto e Caltagirone hanno addirittura istituito un laboratorio analizzare la crisi di settore, e riflettere sul da farsi.

Domani a Bruxelles una delegazione siciliana, guidata dall’europarlamentare Rosario Crocetta, sarà ricevuta dai rappresentanti della commissione europea. Potrebbe essere un primo punto di svolta verso un futuro meno buio.

LA VISIONE D´INSIEME DEI COMITATI IN RETE
L’Assemblea indetta dai Comitati in Rete nella sala consiliare della Provincia Regionale di Ragusa prende atto della consapevolezza diffusa a livello delle istituzioni provinciali e dei sindaci, della gravissima crisi che investe l’intera provincia per effetto del crollo implosivo dei prezzi agricoli e dell’economia in generale, con danni enormi per la vita di decine migliaia di famiglie ragusane e siciliane.

Viene sollecitata la partecipazione dei cittadini e dei produttori all’assemblea di Ragusa e delle altre provincia impegnate nella mobilitazione (Siracusa, Agrigento e Caltanissetta).

Apprezzato il clima unitario emerso durante il dibattito, che sottolinea la reale gravità di una situazione che non è più sostenibile e che va affrontata con misure oneste ed efficaci, a favore delle aziende in crisi, ma anche con strategie drasticamente diverse a favore delle produzioni italiane e mediterranee, che vanno tutelate sul piano della competizione globale con fermezza e determinazione, in un quadro rinnovato di regole, che riportino trasparenza e legalità all’interno delle filiera agroalimentare siciliana, italiana ed europea;

Esprime disapprovazione per la mancanza di un sistema di controlli in grado di assicurare la sicurezza alimentare dei prodotti importati e di sgominare l’illegale praticata del Dumping e dalle frodi nel sistema commerciale;

I Comitati in Rete valutano con attenzione l’opportunità di una tempestiva decisione della Ue favorevole alla proclamazione dello stato di crisi in agricoltura, con interventi risolutivi e sostenuti da adeguati dotazioni finanziarie e con la ridefinizioni del sistema bancario delle garanzie sussidiarie in agricoltura, e dei limiti di intervento imposti dalla Ue.


LA SOLIDARIETA´ DEL SINDACO DI RAGUSA
«Esprimo, anche a nome dell´Amministrazione Comunale, il pieno sostegno e solidarietà all´azione di protesta attuata stamane dalle aziende agricole ragusane che hanno deciso di occupare simbolicamente l´aula del consiglio provinciale di Ragusa». E´ quanto dichiarato dal sindaco di Ragusa Nello Dipasquale.

«La difficile situazione economica che stanno vivendo gli operatori del comparto agricolo e zootecnico – continua ancora il primo cittadino di Ragusa- impone l´adozione di misure straordinarie. Con il riconoscimento dello stato di crisi - conclude Dipasquale - si imporrebbe la sospensione delle scadenze previdenziali e di altri provvedimenti utili a dare una boccata d´ossigeno a chi sta attraversando un particolare periodo di sofferenza economica».

L´OPINIONE DEL PRESIDENTE DI CONFAGRICOLTURA RAGUSA SANDRO GAMBUZZA
«Le analisi sulla situazione di crisi del comparto agricolo in provincia? Non è più tempo. Sono state già tutte fatte. Adesso ci vogliono i fatti». La pensa così il presidente provinciale di Confagricoltura Ragusa, Sandro Gambuzza, che lancia un appello a tutti i rappresentanti istituzionali dell’area iblea, anche alla luce delle fibrillazioni dell’ultimora.

«E’ indispensabile che possano agire – dice il presidente – affinchè la crisi del comparto agricolo torni nell’agenda dei Governi. Si tratta, a questo punto, di difendere il sistema di coesione sociale della nostra provincia, cioè del territorio che ha espresso questi rappresentanti istituzionali». Gambuzza chiede che «a livello di Comunità europea si rinegozino seriamente i livelli dell’ormai famosissimo «de minimis». Se ciò non sarà fatto – continua – risulterà chiaro che tale strumento è una sorta di «scudo» utile soprattutto alla politica per non destinare adeguate risorse al comparto agricolo. Il Governo Sarkozy ha stanziato un miliardo e seicento milioni di euro al settore agricolo senza incorrere in procedure o sanzioni dall’Europa. Si ritorni, inoltre, da subito a ripristinare l’esenzione delle accise sul gasolio agricolo per il riscaldamento delle serre».

A livello nazionale, Confagricoltura Ragusa ritiene che è indispensabile procedere urgentemente alla dichiarazione dello stato di crisi per tutto il settore agricolo siciliano con la conseguente esenzione dal pagamento degli oneri fiscali e previdenziali. «Si renda strutturale e definitiva – aggiunge Gambuzza – la riduzione degli oneri previdenziali per le aree montane e svantaggiate. Si proceda alla sospensione delle procedure esecutive, delle sanzioni e degli interessi per i debiti previdenziali, fiscali e loro rateizzazione. Si provveda a modificare i rapporti all’interno della filiera agroalimentare, per un riequilibrio della catena del valore, al fine di assicurare la giusta remunerazione dei produttori e favorire la ripresa dei consumi alimentari».

A livello regionale, per Gambuzza è necessario ripensare il Psr. «Attualmente – continua il presidente di Confagricoltura Ragusa – di stampo franco-tedesco e concepito in tempo di normalità, bisogna riportarlo alle esigenze della agricoltura isolana: la ristrutturazione finanziaria delle aziende prima degli investimenti. Si «educhi» la burocrazia regionale: la burocrazia al servizio delle imprese e non il contrario. Non vale forse, la nostra agricoltura, con gli addetti del settore e quelli dell’indotto, almeno quanto la Fiat di Termini Imerese»?