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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 18:19 - Lettori online 752
RAGUSA - 20/01/2010
Economia - Ragusa: studio della Cna sullo stato dell’economia in provincia di Ragusa

Credito, servizi e fisco: sempre più difficile fare impresa

L’indagine su 150 aziende mette in evidenza la grave crisi di tutti i comparti ad eccezione del dolciario e del software

La crisi c’è e si vede. Lo dicono i numeri che il centro studi della Cna provinciale sotto la guida di Saverio Terranova ha elaborato su un campione di 150 imprese insediate nel territorio ibleo. Il settore a soffrire di più è quello edile, tradizionalmente quello trainante della economia ragusana, ed a seguire ci sono i servizi ad esso collegati. Gli imprenditori non sono solo preoccupati per gli effetti dell’onda lunga della crisi ma anche della mancanza di risposte adeguate da parte del settore creditizio; le banche, dicono gli intervistati , e conferma la Cna, non sostengono le imprese; il 42 per cento delle aziende ha subito contrazione del credito, 85 hanno chiesto finanziamenti per la gestione ma solo 51 li hanno ottenuto. Delle 45 imprese che hanno chiesto fondi per ampliare la loro attività solo 23 hanno trovato una risposta positiva. Non va meglio per il costo del denaro che resta sempre alto, quasi il doppio rispetto al nord dell’Italia, con punto del 12-15 per cento e con una media che si attesta tra l’otto ed il dieci per cento.

Difficile dunque operare e produrre ed è anche per questo motivo che ben 111 imprese su 150 hanno registrato il calo del fatturato con punte del 25 per cento rispetto all’anno scorso. Si Salvano supermercati, cioccolato e pasticceria ed il settore dei software, settore in sviluppo e con eccellenze in provincia. Le imprese ragusane licenziano; lo hanno fatto in 55 ed altre 31 sono pronte a recapitare le lettere di licenziamento ai propri dipendenti con il comparto edile in testa alla classifica.

Non c’è molta fiducia in provincia sul momento economico e la percezione è che questo è il momento più acuto della crisi; per uscirne o comunque cominciare a vedere la luce serve un settore creditizio più flessibile e pronto a dare risposte, migliori infrastrutture che possono alleggerire i costi, una più ampia internazionalizzazione per inserirsi in nuovi mercati ma soprattutto la diminuzione del carico fiscale.

L’analisi della Cna è impietosa e dà un quadro chiaro di una provincia che seppur tra quelle meno in difficoltà in Sicilia soffre rispetto agli anni passati e rischia di fare passi indietro con una pericolosa involuzione.