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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:21 - Lettori online 890
RAGUSA - 23/09/2009
Economia - Ragusa: da una ricerca condotta da "Il sole 24 ore"

Provincia iblea: il "Bil" va male, Ragusa al 94° posto

E’ il cosiddetto metodo Stiglitz che va oltre i consueti indicatori tradizionali che misurano lo stato di salute dell’economia

Cenerentola Sicilia e cenerentola Ragusa. E’ lo specchio della ricerca che il Sole 24 ore ha elaborato insieme al centro studio Sintesi per accertare il «benessere interno lordo». E’ il cosiddetto metodo Stiglitz che va oltre i consueti indicatori tradizionali che misurano lo stato di salute dell’economia. La nostra provincia è al 94mo posto. Insomma, una ricerca che non si basa sul Pil, dove peraltro Ragusa lo scorso anno si era piazzata all’82mo posto su 103 provincie italiane, ma sul «bil», il «benessere interno lordo».

Questo guarda non solo alla quantità ma anche alla qualità della vita mettendo insieme otto indicatori come condizioni di vita materiali, salute, istruzione, attività personali, partecipazione alla vita politica, rapporti sociali, ambiente e insicurezza economica e fisica. Per la provincia di Ragusa non sono buone notizie neanche in relazione alle altre provincie siciliane tutte relegate tra l’88 posto di Enna e l’ultima posizione in assoluto di Siracusa, che paga oltremodo il danno ambientale e le discariche diffuse sul territorio. Per la sicurezza la nostra provincia si «difende» discretamente e conquista un dignitoso 43° posto ma è molto lontano dal primo posto di Enna.

Va male per il numero di presenze di organizzazioni di volontariato, visto che siamo all’83mo posto con appena una associazione di volontariato ogni duemila abitanti. Non siamo attivi e presenti neanche alle elezioni visto che alle ultime europee solo il 49,3 per cento degli aventi diritto è andato a votare; ed in tema di istruzione, nonostante i corsi di laurea dietro l’uscio ed i milioni di euro investiti, risultano iscritti appena il 36,6 per cento di giovani tra i 19 ed i 25 anni facendo così conquistare alla provincia un mediocre 71mo posto; ce la caviamo meglio in campo ambientale risultando al 17mo, ma per spettacoli spendiamo appena 24,4 euro ciascuno per una 84ma posizione che non ci fa onore.

C’è insomma molto da fare sia come singoli cittadini a livello di responsabilità e maturazione personale sia a livello di crescita economica e sociale. Risultati che si possono discutere, contestare ma che sarebbe meglio ribaltare con una politica propositiva a tutti i livelli. Per gli amministratori e le famiglie i risultati possono essere un punto di partenza per migliorare e l’errore più grande sarebbe quello di ignorarli.