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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 490
RAGUSA - 29/08/2009
Economia - Ragusa: gli allarmanti dati si riferiscono al triennio 2006-2008

Lavoro: 6mila licenziamenti in vista in provincia di Ragusa

L’autunno non promette nulla di buono ed è prevedibile che i dati peggioreranno per gli effetti negativi della stagnazione della economia sia nel campo privato sia nell’occupazione del settore pubblico Foto Corrierediragusa.it

Seimila posti di lavoro in meno nel triennio 2006-2008 in provincia di Ragusa. La crisi ha toccato tutti ma le fasce più interessate sono quella maschile, in particolare giovanile , con una punta di quattromila posti perduti, con duemila in campo femminile. L’autunno non promette nulla di buono ed è prevedibile che i dati peggioreranno per gli effetti negativi della stagnazione della economia sia nel campo privato sia nell’occupazione del settore pubblico. La scuola per esempio è un settore,seppur circoscritto, molto indicativo, con l’annunciata perdita di 150 posti di lavoro per effetto dei tagli della riforma Gelmini.

I dati del triennio 2006-08 sono stati elaborati dall’Istat su una fascia di età che va dai 16 ai 65 anni e rilevano come la maggior perdita di posti di lavoro è avvenuta tra il 2007 ed il 2008 con una perdita di 11mila posti di lavoro. Tremila sono andati persi nell’edilizia, da sempre settore trainante dell’economia iblea, ottomila nell’indotto mentre l’agricoltura ha tenuto con cinquemila nuovi occupati. Si è salvata anche l’occupazione femminile con tremila donne che hanno trovato lavoro anche se in gran parte si tratta di lavoro non stabile nel settore dei servizi. Per gli uomini invece si tratta di fermo assoluto visto che sono rimasti inattivi e che la perdita del lavoro non si tradotto in una ricerca di nuovo occupazione.

Gli uomini dunque, ed i giovani in particolare, sono sfiduciati perché ritengono che non ci sono prospettive occupazionali anche a costo di emigrare verso aree forti dell’economia nazionale. Incide anche la mancanza di professionalità specifiche nei vari settori occupazionali in un momento in cui si va verso la specializzazione. Altro dato significativo del mondo del lavoro sono i numeri della cassa integrazione a favore degli operai. Quasi 97mila le ore di cassa integrazione autorizzate con una aumento del 410 per cento con le aziende metallurgiche in testa in questa particolare classifica; nel triennio infatti le ore sono passate da zero a 39856 ore, nelle comunicazioni e nei trasporti da zero a 11684 ore, nell’artigianato aumento del 24 per cento, nel legno del 66 per cento, nelle costruzioni del 272 per cento.

L’industria edile ha invece ridotto il ricorso alla cassa integrazione di poco più del 50 per cento. Balzo notevole , ed insospettabile anche per gli impiegati dei vari settori meccanico,trasporti e comunicazione, metallurgiche, che fanno registrare un balzo complessivo del 866 per cento. Per la classe politica ragusana il rapporto Istat deve fare riflettere e fare imboccare la via di politiche che puntino allo sviluppo eliminando forme più o meno coperte di assistenzialismo, sviluppando infrastrutture e favorendo il mercato e la competizione.