Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 19:51 - Lettori online 1172
RAGUSA - 20/06/2009
Economia - Eppure all’inizio dello scorso anno si erano registrati dei timidi segnali di attività economica

Provincia "flagellata" dalla crisi finanziaria internazionale

I settori del manifatturiero, dei trasporti e del commercio sono quelli che pagano di più e sono in recessione

Il «credit crunch», la crisi finanziaria internazionale, ha colpito il sud ed in particolare la Sicilia dove all’inizio dello scorso anno si erano registrati dei timidi segnali di attività economica. Anche nella provincia iblea settori del manifatturiero, dei trasporti e del commercio sono quelli che pagano di più e sono in recessione. E’ il rapporto della Banca d’Italia su «L’economia della Sicilia nel 2008» a parlar chiaro.

Nel comparto industria l’utilizzo degli impianti è sceso di circa il tre per cento ed , ancor più grave, gli investimenti sono calati dell’8,5 per cento rispetto al 2007, l’occupazione è calata dell’1,2. Il calo dei consumi non è da meno perché, rileva Banca d’Italia, questo ha raggiunto il livello più basso dagli anni 80’.

Anche dal turismo dati con segno negativo e per una regione che punta da sempre sull’offerta turistica c’è molto da riflettere e soprattutto da fare; gli arrivi nel 2008 sono diminuiti del 9,3 per cento e le presenze calate del 6,1 per cento. Sono arrivati in percentuale anche meno stranieri. I dati negativi toccano anche quelli relativi ai prestiti bancari ed anche i mutui concessi alle famiglie è stato inferiore con un meno 10 per cento rispetto all’anno precedente.

Se aumentano le sofferenze bancarie si registra anche un aumento della raccolta bancaria con un 7,4 per cento in più contro il 2,1 del 2007. I siciliani insomma hanno poca fiducia nel prossimo futuro e preferiscono andare sul sicuro. La buona notizia che emerge dal rapporto della Banca d’Italia rispetto al mercato della casa è solo apparente; se è infatti vero che l’aumento dei prezzi delle case si è abbassato al 3,1 per cento rispetto al 6,1 del 2007 ed i prezzi delle abitazioni sono rimasti sostanzialmente gli stessi dell’anno precedente questo è indice di una domanda debole, di una mancanza di liquidità che non spinge il mercato. Insomma se stagnazione non è , poco ci manca.