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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:15 - Lettori online 1038
RAGUSA - 09/05/2009
Economia - Ragusa: il quadro emerso alla Camera di commercio nel corso di un forum

Economia iblea in buona salute, ma la preoccupazione resta

Profondamente depauperata dal tracollo delle commesse, la nostra imprenditoria riesce a tenere botta

L’economia iblea è ancora in buona salute. Qualche malessere, insieme a qualche «sintomo» di preoccupazione, per la verità, non manca, ma in assenza di un’interdipendenza nevralgica con la grande industria del nord. Profondamente depauperata dal tracollo delle commesse, (è il caso, invece, ad esempio, di larga parte del polo di Termini Imprese) la nostra imprenditoria riesce a tenere botta.

E’ questo il quadro che è emerso alla Camera di commercio nel corso di un forum sull’attuale congiuntura economico-produttiva ed occupazionale. Un’economia, quella iblea, che si regge su un fulcro di circa 34 mila piccole e medie imprese che non possono non risentire dei «morsi» della crisi, ma che ancora mostrano grande vitalità.

Il dato più rassicurante è quello sull’occupazione che, pur con pesanti cenni di tensione, riesce a reggere. Il tasso di disoccupazione, infatti, è praticamente attestato all’8%, in media con quello nazionale, ma dimezzato rispetto a quello del Meridione. Ma non si creano più nuove imprese, visto che il numero di quelle neo iscritte all’ente camerale riesce appena a bilanciare quello delle aziende liquidate. Aumentano le sofferenze bancarie, segno di investimenti andati a male, ma

anche di un tessuto non proprio robusto. Ed in questo contesto, difficilmente si riusciranno a spuntare dalle banche condizioni più favorevoli, visto che rimane una marcata discrepanza rispetto ai tassi praticati al Nord dagli istituti di credito.

Quale la ricetta per superare la crisi? L’ha dettato il presidente della Camera di commercio, Pippo Tumino, secondo cui occorre il massimo supporto degli enti locali che devono avviare tutti i progetti esecutivi e già finanziati per dare ossigeno al comparto delle costruzioni, mentre in agricoltura sono fondamentali nuove strategie ed innovazioni. Il futuro potrebbe essere nel turismo, ma occorre riqualificare l’offerta, incentrandola anche su nuove indispensabili infrastrutture di collegamento. In questo ambito, il ruolo fondamentale del porto di Marina, di quello di Pozzallo e, soprattutto, dell’aeroporto di Comiso. Senza contare, l’ammodernamento di tutta la rete viaria e specificamente del nodo nevralgico da e per Catania.

Come dire, insomma, che la fotografia negli anni è rimasta quasi inalterata. Malgrado le trasformazioni, caratterizzate dalla defaillance dell’industria pesante, e dalla scoperta del grande potenziale turistico dell’area iblea.