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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 9:49 - Lettori online 1198
RAGUSA - 05/04/2009
Economia - Ragusa: 550 produttori delle due principali cooperative del settore latte della Sicilia

Il "Consorzio Siciliano Latte" intende fare sul serio

Il prezzo del latte alla stalla ha già subito nell’ultimo anno una pesante riduzione pari a 10 centesimi litro

Un incontro per presentare ai produttori le possibili economie che nasceranno dall’unificazione delle attività attraverso il «Consorzio Siciliano Latte» e per fare il punto della situazione per quanto riguarda il mercato del latte.

L’assemblea dei soci del Consorzio, che raggruppa i 550 produttori delle due principali cooperative del settore latte della Sicilia, Ragusa Latte e Progetto Natura, si è tenuta pochi giorni fa alla presenza di 400 allevatori presso la Villa DiPasquale di Ragusa. A preoccupare gli allevatori è il quadro generale del mercato, che vede il prezzo del latte in flessione in tutta Europa a causa della «strisciante crisi dei consumi e di una certa abbondanza di latte a livello continentale», è scritto in una nota redatta dall’assemblea.

Il prezzo del latte alla stalla «ha già subito nell’ultimo anno una pesante riduzione pari a 10 centesimi litro – è scritto ancora nella nota – cui non è corrisposta una conseguente diminuzione di costi delle materie prime e di tutti gli altri fattori della produzione, per cui le aziende agricole sono di fatto già oggi con una redditività negativa. Per la campagna in corso si profila poi una ulteriore riduzione di prezzo, che rappresenterebbe la chiusura di parecchie stalle se non di tutte, con le conseguenti ripercussioni sull’indotto».

L’assemblea si è conclusa con un mandato al gruppo dirigente «di fare fronte comune per spuntare un prezzo del latte che consenta alle aziende di potere rimanere sul mercato, di attivare i necessari percorsi per valorizzare il latte siciliano spingendo sul consumo di latte fresco, di prodotti tipici e Dop. Tutto questo senza rinunciare ad azioni di protesta anche eclatanti per fare valere i diritti di una categoria fin troppo maltrattata».