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Martedì 14 Agosto 2018 - Aggiornato alle 15:15
RAGUSA - 07/08/2018
Economia - Una 13ma posizione che deve far riflettere

La situazione in chiaroscuro del turismo in Sicilia

I numeri della Sicilia sud orientale non pagano Foto Corrierediragusa.it

Una 13ma posizione che deve far riflettere. I dati elaborati e diffusi dall´Osservatorio economico di Confartigianato Sicilia sembrano legittimare soddisfazione, se non fiducia, sul turismo siciliano, ma approfondendo numeri e cifre la realtà emerge ben diversa. Innanzitutto dal dato generale perché una Regione dove ci sono importanti ed unici siti archeologici, da Segesta ad Agrigento, da Selinunte a Siracusa, un vulcano unico come l’Etna, una perla come Taormina e e le isole che fanno da contorno a cominciare dalle Eolie, per non parlare di tutto il resto, non può piazzarsi a metà classifica tra le regioni per le scelte dei turisti nazionali ed internazionali. Il 7,3% in più di presenze registrate da Confartigianato è dunque ben poca cosa e non può per nulla indurre all’ottimismo. C’è qualcosa che non va nel sistema turismo: trasporti, politica dei prezzi, offerta gastronomica ed alberghiera cara, viabilità difficilissima. Se si va poi nel dettaglio di quel 7% in più si scopre una Sicilia a macchia di leopardo dove Messina (leggasi Taormina ed Eolie) fa la parte del leone con quasi il 24% in più, Palermo il 20%, Trapani il 16% e Catania il 14%. Per le altre 5 province restano le briciole, Siracusa compresa, per non parlare del Val di Noto e delle città barocche del Sud est che soffrono una evidente crisi di crescita.

Il turismo tiene ma non cresce come dovrebbe nonostante un’offerta che rispetto agli anni passati si è maggiormente qualificata ma non riesce ad intercettare flussi importanti e qualificati di turismo. I numeri della Sicilia sud orientale non pagano soprattutto per chi negli anni ha deciso di investire in questo settore. Un comparto, soprattutto nel campo ricettivo ed enogastronomico, che ha visto l’esplosione di agriturismi e case vacanze di medio e spesso mediocre valore, e visto «emergere» imprenditori del food improvvisati che hanno badato più ai conti che alla qualità del prodotto offerto. Non ha aiutato e non aiuta un aeroporto come Comiso che funziona con il freno a mano tirato ed una viabilità al limite della sopportazione con strade intasate, fondi stradali pessimi e parcheggi inesistenti nelle città. Proprio quello che il turista europeo o comunque del nord cerca. Vero è che negli ultimi 10 anni, come riporta Confartigianato, il turismo straniero in Sicilia è cresciuto del 10% ma il dato spalmato nell’arco di tempo preso in considerazione dice che l’aumento annuo si attesta su 1% per cento. Briciole in un comparto che cresce ed in alcuni casi corre.