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RAGUSA - 02/12/2008
Economia - Ragusa - La disastrosa e allarmante situazione economica iblea

La ditta Ancione chiude tra
4 mesi. Polimeri Europa in crisi

Nessuna capitalizzazione in vista per rilanciare l’azienda produttrice di bitume. Guai anche per la società del gruppo Eni
Foto CorrierediRagusa.it

«Non ci sarà una nuova capitalizzazione, chiesta a gran voce dai lavoratori per rilanciare la ditta. La società ha inviato le lettere di mobilità a 62 lavoratori, le attività continueranno per 3 o 4 mesi al massimo, il tempo necessario per completare alcune commesse, poi ci sarà la chiusura dello stabilimento di Ragusa».

A confermare la chiusura della ditta Ancione è il sindacalista Giorgio Saggese, della segreteria della Femca Cisl di Ragusa. «C’è stato un incontro tra il Prefetto, Carlo Fanara, una delegazione sindacale, il presidente di Confindustria Ragusa, Enzo Taverniti, e i responsabili dell’azienda. Alla fine, malgrado le richieste dei lavoratori di una ricapitalizzazione, è emersa l’impossibilità di portare avanti la gestione dello stabilimento ragusano: negli ultimi 5 anni i bilanci sono stati tutti in rosso».

Resta solo uno spiraglio di speranza per i lavoratori: «La società – afferma il sindacalista – è disposta ad andare avanti solo se entro 3 mesi si farà vivo un acquirente in grado di rilevare l’azienda, oppure un nuovo socio con un nuovo capitale. Per ora all’orizzonte non si profila nulla del genere. La società si avvia verso la liquidazione».

Crisi economica e calo della domanda stanno mettendo in difficoltà anche la Polimeri Europa. «La società del gruppo Eni – fa sapere il sindacalista Cisl – ha deciso di fermare a rotazione tutti gli impianti presenti in Italia. Nello stabilimento di Ragusa, il blocco della produzione è stato fissato dal 10 al 31 gennaio. Il mercato ha fatto registrare un forte calo della domanda, quasi del 50%. I magazzini sono pieni, continuare a produrre in queste condizioni è del tutto inutile».

(Nella foto in alto i dipendenti licenziati della ditta Ancione manifestano dinanzi alla Prefettura. Nella foto sotto un emblematico manifesto)