Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Sabato 18 Novembre 2017 - Aggiornato alle 10:36 - Lettori online 686
RAGUSA - 14/10/2017
Economia - I dati del Distretto turistico degli Iblei

Il turismo ibleo parla sempre più straniero

Fattore determinante è stato lo sviluppo dei due aeroporti di riferimento: Catania e Comiso Foto Corrierediragusa.it

Il turismo ibleo parla sempre più straniero. L’aumento delle presenze che il Distretto turistico degli Iblei ha registrato negli ultimi due anni sulla base delle presenze registrate nelle strutture alberghiere del territorio dice che gli stranieri rappresentano ormai il 59 per cento mentre fino a due anni fa si equivalevano con gli italiani. In totale si tratta di un milione 200 mila presenze nel territorio ibleo nell’arco del 2016. A determinare l’interesse e quindi la scoperta del sud est siciliano in questi ultimi anni hanno certamente contribuito eventi di politica internazionale con situazioni di forte instabilità in paesi come Egitto, Tunisia e Nord Africa in genere che hanno indotto tour operator e singoli gruppi a scegliere la Sicilia per una vacanza alternativa nonostante costi certamente meno concorrenziali. Altro fattore determinante è stato lo sviluppo dei due aeroporti di riferimento: Catania e Comiso.

Catania in particolare che può vantare una intensa attività di charter in estate mirata soprattutto al turismo e collegamenti internazionali e di Comiso che, nonostante un numero di tratte e di offerta largamente inferiore, ha contribuito con i collegamenti da Belgio, Germania e Gran Bretagna ad attrarre flussi turistici importanti. Nel territorio ibleo gioca una parte fondamentale l’offerta di resort di qualità, golf compreso, la godibilità del mare «gratuito» grazie a spiagge libere e ben curate oltre all’ampia offerta artistico-monumentale e gastronomica. Per non parlare del «caso Montalbano» che ha esercitato attrazione non solo in Italia ma in tutta Europa.

E’ su questi fattori fondamentali che il turismo ibleo dee costruire e svilupparsi anche perché il traguardo del milione e passa di presenze può essere superato. Una delle criticità da superare è certamente la frammentazione dell’offerta tra i vari comuni e il nodo trasporti e viabilità. Il «Pio La Torre» non può più accontentarsi di mezzo milione di transiti l’anno se non vuole rischiare la marginalità, se non la chiusura. Servono nuove tratte soprattutto verso mercati ricchi e in espansione come l’Est europeo o la Scandinavia. Il Distretto turistico Ibleo sta lavorando dal suo canto alla promozione ed al miglioramento dell’offerta.

Il progetto della Carta di Valorizzazione del Territorio, coadiuvato dal Censis e da Asset, persegue l’obiettivo di mettere in rete enti locali e operatori dell’area iblea (19 comuni, compreso quello di Ragusa) per costruire un quadro di orientamento a beneficio del visitatore. Sul piano operativo si sta lavorando a realizzare un sistema informatico unitario digitale, facile nell’uso e a disposizione del turista (sito e app), che integri in una mappa interattiva tutti i dati utili per valorizzare i fattori di eccellenza: un sistema unitario che indichi le cose da fare e da vedere, i servizi di base (come spostarsi, dove trovare un bancomat, un pronto soccorso, gli orari dei musei, ecc.)