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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:43 - Lettori online 511
RAGUSA - 31/10/2008
Economia - Ragusa - Il monitoraggio contro la minaccia del carovita

Buono e "caro" come il pane, vertice in Provincia sui prezzi

Panificatori in crisi a causa degli alti costi di produzione Foto Corrierediragusa.it

Affinare l’arma del monitoraggio contro la minaccia del carovita e contro le speculazioni, soprattutto nel settore dei prodotti agroalimentari. Questo l’obiettivo che la Provincia di Ragusa e le associazioni di categoria Cna (Confederazione nazionale dell’artigianato), Ascom (Associazione dei commercianti) e Associazioni dei panificatori vogliono raggiungere a breve scadenza con la realizzazione di un sito internet dove pubblicare i prezzi al consumo di questi prodotti e i relativi passaggi intermedi in ciascuna filiera.

«Una misura – ha spiegato Salvatore Mandarà, presidente della V commissione consiliare sullo Sviluppo economico, durante un incontro in Provincia con i rappresentanti delle associazioni di categoria – che, allineandosi con quanto prevede la recente normativa in materia, servirà per attuare un controllo delle variazioni dei prezzi di generi come pane e pasta e, di conseguenza, per far emergere eventuali speculazioni, a livello locale, nelle rispettive filiere».

Una proposta all’insegna della trasparenza accolta positivamente dai presenti al dibattito, da Emanuele Brugaletta, presidente dell’Ascom provinciale, a Giorgio Stracquadanio, funzionario della Cna. I quali hanno posto l’accento su come la cristi economica in atto aggravata dal carovita spinga tanti consumatori «a puntare il dito contro i commercianti – ha detto il presidente Brugaletta –, cioè contro il penultimo anello della catena, quello che subisce tutti i rincari e le speculazioni dei passaggi precedenti la vendita al dettaglio».

Grande attenzione è stata posta, in particolare, ai rincari del pane e alla conseguente crisi dei panificatori della provincia, «sempre più stritolati – ha detto Giorgio Boschi, presidente dei panificatori di Ragusa – da costi di produzione esorbitanti, da quello della farina ai costi dell’energia e della manodopera. Basti pensare che nel 2007 la farina costava 34 centesimi per poi raddoppiare nel 2008, passando a quota 68 centesimi. A fronte di ciò il prezzo del pane è rimasto invariato, vale a dire circa 2,58 euro al kg».

«Bloccare il prezzo del pane – ha precisato Giovanni Monreale, presidente dei panificatori della provincia – è stata però una scelta obbligata dalla concorrenza, spietata, che i piccoli panificatori subiscono dai grandi centri di distribuzione».

Per salvare questa categoria fortemente in crisi e per calmierare il prezzo del pane ci sono, secondo il presidente Monreale, solo due strade da percorrere: «Il pane caldo e quello tipico locale dovrebbero essere prodotti solo dai panificatori, fuori dai panifici, quindi, dovrebbe essere distribuito solo un pane preconfezionato; inoltre, occorre una politica più rigida nel rilascio della licenza di panificatore, fino ad oggi distribuita con troppa generosità».

Il vertice in Provincia sul caro prezzi