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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:45 - Lettori online 726
RAGUSA - 27/10/2008
Economia - Ragusa - Gli imprenditori siciliani attratti dal paese africano

Ragusa: le pmi guardano al Marocco

Un’opportunità di investimento per le importazioni in crescita
Foto CorrierediRagusa.it

Le piccole e medie imprese della Sicilia guardano con sempre maggiore interesse al Marocco. Tra gli ingredienti principali che fanno del Paese africano una meta appetibile per gli imprenditori siciliani sono da annoverare la stabilità politica, le importazioni in forte crescita (aumentate di oltre il 50% dal 1997), l’integrazione con l’Unione europea e un accordo di libero scambio con gli Usa che fa del nostro vicino di casa una porta privilegiata verso i mercati statunitensi.

Ma la lista delle occasioni offerte dal Paese agli imprenditori dell’isola non terminano qui. Per elencarle tutte il Comune di Ragusa, con la collaborazione dell’associazione «Centocinquanta», ha promosso una conferenza dal titolo «Il Marocco come opportunità di investimento».

«Conti pubblici in ordine, inflazione sotto controllo (al 3% nel 2006) e stabilità della valuta – ha spiegato Youssef Balla, Console generale del Regno del Marocco per la Sicilia, nel corso della conferenza – hanno permesso di potenziare i cavalli di battaglia dell’economia del Marocco, e cioè il turismo, l’industria tessile, l’agroindustria e i prodotti del mare, solo per citare i settori più tradizionali. Negli ultimi anni infatti sono ampiamente aumentate le opportunità per le imprese italiane, e nello specifico per quelle siciliane, anche nei settori dell’energia, dei trasporti, dell’aeronautica e dei servizi collegati, delle telecomunicazioni, dell’elettronica e dei processi di assemblaggio dei componenti prodotti dall’industria automobilistica».

Opportunità, sia di investimento che di vendita dei prodotti finiti, accolte con interesse da parte dei rappresentanti della realtà imprenditoriale ragusana presenti all’incontro. In effetti in Marocco, «grazie anche al suo accordo di libero scambio con gli Usa che consente di superare in molti settori l’ostacolo dei dazi doganali alti – ha precisato Alberto Cozzo, Taiex Expert della direzione generale allargamento della Commissione europea –, hanno assunto grande rilevanza sul piano degli investimenti i progetti di completamento della rete autostradale, l’esigenza di costruire migliaia di nuove abitazioni, la realizzazione o l’ammodernamento degli aeroporti, per non parlare della filiera del turismo, che ogni hanno registra un flusso in attivo di 10 milioni di turisti.

Inoltre – ha concluso Cozzo – in Marocco è giocoforza investire in fotovoltaico ed eolico, settori particolarmente sviluppati nel sud del Paese, mentre il basso costo del lavoro – ma comunque tale da garantire una buona qualità della vita – ha permesso un notevole sviluppo dell’industria dell’assemblaggio, che attira sempre più capitali stranieri. Basti pensare che i centri direzionali della Renault sono in Francia, e quelli relativi a tutte le operazioni di assemblaggio delle automobili sono dislocate in Marocco».

(Nella foto in alto da sx il console Youssef Balla e il sindaco Nello Dipasquale)