Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Martedì 22 Agosto 2017 - Aggiornato alle 15:01 - Lettori online 868
RAGUSA - 08/08/2017
Economia - Cas, Anas, Regione e Cosige non hanno rispettato gli accordi sul futuro della Siracusa Gela

Licenziamento operai: idea Digiacomo

La vicenda passa intanto di tavolo in tavolo, ma senza risultati concreti Foto Corrierediragusa.it

La vicenda del licenziamento degli operai autostradali passa di tavolo in tavolo, ma i cantieri continuano a restare chiusi. L’incontro promosso dai sindacati nello spazio «Meno Assenza» di Pozzallo, alla presenza dei parlamentari del territorio, ha dovuto prendere atto che gli impegni assunti da Cas, Anas, Regione e Cosige davanti al prefetto di Ragusa sono stati disattesi. A distanza di tre mesi dall’incontro tenutosi a Ragusa per affrontare il nodo vero della questione, ovvero la disponibilità delle somme per consentire al consorzio di imprese di andare avanti con i lavori dei lotti Rosolini-Modica dell’autostrada Siracusa-Gela, nessun passo avanti è stato registrato. Il risultato è che 30 lavoratori con contratto a tempo indeterminato sono stati già licenziati, ed i prossimi in lista sono quelli con il contratto a tempo determinato in scadenza e che non saranno rinnovati. In tutto 150 oltre ai fornitori che fanno la fila agli uffici del Cosige perché, come nel caso dell’impresa che fornisce gli uomini per la sicurezza dei cantieri o quella per i materiali da costruzione, per avere consistenti somme arretrate.

Cosige non risponde perché a sua volta deve avere da Regione e Cas 18 milioni degli ultimi due stati di avanzamento ed è così che il cane si morde la coda o nel caso specifico che i cantieri chiudono e i lavori soprattutto nel tratto Pozzallo- Modica sono fermi. Dice Peppe Scifo, segretario generale della Cgil: «Noi abbiamo creduto nel valore del tavolo istituzionale ma dobbiamo prendere atto che gli impegni non sono stati mantenuti a cominciare da Anas che si era impegnata a girare 8 milioni al Cosige».

Sulla questione autostrada, che comincia ad intricarsi sul serio e rischia di esplodere, il deputato Pippo Di Giacomo (foto), oltre ad avere proposto una conferenza di servizio a livello regionale, dei cui esiti alla luce dei fatti si ha qualche motivo di dubitare, ha lasciato intravedere alcune zone d’ombra nella gestione dei finanziamenti da parte del Cosige tanto da invocare l’intervento dell’Anac, autorità nazionale per l’anticorruzione, per vederci chiaro fino in fondo soprattutto nell’affidamento di appalti e subappalti.

Certo che l’entrata in gioco dell’Anac complicherebbe ulteriormente le cose ed a questo punto c’è solo da augurarsi che la Regione, nonostante le ferie agostane, provveda al più presto ad accreditare le somme che deve e che ha, paradossalmente, nella sua disponibilità. Se così non fosse a settembre i cantieri resteranno chiusi e i tempi di realizzazione dell’autostrada si allungheranno a dismisura

IL LICENZIAMENTO IN BLOCCO GIA´ DALLO SCORSO 31 LUGLIO
Sono stati licenziati 150 operai, a far data dallo scorso 31 luglio, con il conseguente blocco dei cantieri autostradali del tratto Rosolini Modica dell’autostrada Siracusa Gela e con il rischio concreto che l’opera non sia ultimata: lo comunicano i segretari generali di Fillea –Cgil, Filca-Cisl e Feneal-Uil di Ragusa, rispettivamente Franco Cascone, Paolo Gallo e Niccolò Spaaccino. I sindacalisti, nella loro nota, denunciano il licenziamento degli operai della Cosige, come accennato circa 150, con effetti devastanti per l’indotto e le famiglie. «Molti i soggetti responsabili di questo stato di cose che mette seriamente a rischio il completamento del lotto autostradale Rosolini Modica», dicono i sindacalisti, i quali, senza mezzi termini, affermano che «Chiude il cantiere dell’autostrada Rosolini Modica e rischia la definitiva interruzione l’opera che avrebbe finalmente completato il tratto autostradale che collega i territori di Catania, Siracusa e Modica».

L’Impresa Cosige, consorzio di imprese la cui capofila è Condotte Acque Spa, ha quindi proceduto, senza concertazione, al licenziamento di tutte le maestranze a far data dal 31 luglio 2017. Fermati anche i lavoratori di tutte le ditte subappaltatrici. In tutto 150 lavoratori sono rimasti senza lavoro, e a questi si devono aggiungere tutti quelli che lavoravano nell’indotto. «La causa di questa drammatica situazione, che ha lasciato senza certezze e senza prospettiva quasi 200 famiglie - proseguono i sindacati - è da ricondursi al cinismo e all’inerzia dei diversi enti preposti alla realizzazione dell’importante infrastruttura, nonostante le grida di allarme lanciate più volte dalle tre organizzazioni sindacali di categoria.

Nonostante i pressanti appelli rivolti agli enti nazionali e regionali (Cas, Anas, Regione) attraverso le proteste portate in prefettura con presidi degli operai, l’ultima delle quali è stata effettuata non più tardi di dieci giorni fa, hanno continuato nella loro inerzia e nello scaricabarile, non mantenendo nessuno degli impegni assunti solennemente davanti al prefetto di Ragusa, a partire dall´impegno assunto da Cosige, di avviare le procedure della richiesta di cassa integrazione (Cigo) per scongiurare i licenziamenti. A questo punto - prosegue la nota dei sindacati - rischia di tramontare definitivamente la possibilità di completamento dell’opera.

L’importante arteria resterà l’ennesima incompiuta e un intero territorio resterà devastato e ancora una volta pesantemente beffato. Le organizzazioni sindacali, con il pieno sostegno dei lavoratori, si sono duramente opposte ai licenziamenti effettuati da Cosige, presidiando il cantiere per ben due giorni con assemblee permanenti. Ben poco però è stato possibile ottenere di fronte alla ferrea volontà dell’impresa di cessare l’attività del cantiere, stante il permanere di tutti quegli ostacoli, economici e tecnici, che avrebbero dovuto già da tempo essere rimossi. In questa battaglia siamo rimasti in perfetta solitudine: nel silenzio assordante della politica, delle istituzioni locali e soprattutto con la ripetizione stucchevole da parte degli enti preposti di un copione recitato da tre anni a questa parte e guardandosi bene però dal dare seguito effettivo e concreto agli impegni assunti.

Lanciamo un appello ai cittadini per unirsi alla battaglia dei lavoratori che rivendicano il loro sacrosanto diritto a ritornare al lavoro. Soprattutto lanciamo un appello a tutto il mondo politico, economico, sociale e istituzionale locale affinché ci sia una forte e determinata mobilitazione, nonostante ci troviamo in pieno agosto, per pretendere che ogni soggetto responsabile faccia finalmente la sua parte - conclude la nota - per vedere proseguita e portata a compimento l’opera».