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Martedì 12 Dicembre 2017 - Aggiornato alle 1:17 - Lettori online 505
RAGUSA - 25/07/2017
Economia - Analisi dei dati diffusi dal rapporto Unicredit Touring Club 2017

Turismo: ecco i motivi del trend ibleo in "chiaroscuro"

La mancanza di infrastrutture e di grandi arterie di penetrazione fanno il resto Foto Corrierediragusa.it

Fanno discutere i dati sul turismo diffusi dal recente rapporto Unicredit Touring Club 2017. Pur se si tratta di dati ancora imparziali visto che la stagione estiva è in pieno svolgimento e quindi manca una stagione decisiva per il bilancio complessivo, la Sicilia esce con le ossa rotte anche se il rapporto rispetto allo stesso rapporto 2016 non rileva sensibili variazioni. La Sicilia resta nella fascia media così come Ragusa si colloca dietro le provincie tradizionalmente più attrattive. Difficile competere con Messina che vanta Taormina e le Eolie, Catania che ha aeroporto internazionale, Etna e fascia ionica, Agrigento e Siracusa che godono del ritorno di immagine consolidato nei secoli delle vestigia dell’antichità. Ragusa si colloca appena prima di Caltanissetta ed Enna. Con appena 12 comuni ed un territorio piccolo e di nicchia viene così difficile competere con i grandi attrattori del turismo siciliano.

La mancanza di infrastrutture e di grandi arterie di penetrazione fanno il resto anche se l’aeroporto di Comiso ha dato una grande mano. Se tutto è migliorabile e perfettibile non si può parlare di «scandalo» o «meraviglia» per un dato che rientra nei valori di mercato e soprattutto non ha cambiato di molto quanto è stato registrato negli ultimi anni in termini numerici. Mancano ancora dati ufficiali sull’andamento del turismo ibleo ma gli indicatori, come peraltro riportato da una nota dal presidente del Distretto turistico degli Iblei, Giovanni Occhipinti, parlano di un aumento delle presenze anche se è ancora tutto da verificare quando si tireranno le somme.

Il dato siciliano non è comunque sconfortante perché gli arrivi nei quattro aeroporti siciliani sono tutti in aumento, l’indice di occupazione delle strutture alberghiere seppure non al top deve tenere conto della miriade di strutture private e della nuova tendenza di mercato che fa scegliere case e appartamenti privati che sfuggono ad ogni controllo statistico. Ragusa non sfugge a questa regola e sono centinaia e centinaia le case private date in affitto settimanale e quindicinale soprattutto alla clientela straniera che preferisce questo tipo di sistemazione. Il turismo ibleo deve continuare sulla strada intrapresa da qualche anno ma può e deve migliorare ripensando in termini di qualità, mettendo ordine nell’intero comparto e facendo tesoro delle esperienze positive dell’ultimo decennio che hanno portato gli Iblei all’attenzione di un turismo non più esclusivo. Quel 5,9 per cento di presenze è migliorabile ed il quasi 9 per cento dii Agrigento «attaccabile» ma il turismo ibleo non potrà mai essere per forza di numeri, di territorio e di attrattive da grandissimi numeri.

QUEL RAPPORTO UNICREDIT TROPPO "IMPIETOSO"
Il rapporto Unicredit Touring club 2017 sul turismo colloca il territorio ibleo al terzultimo posto in Sicilia in termini di presenze turistiche, seguito soltanto da Enna e Caltanissetta. Nella distribuzione delle presenze turistiche nelle province siciliane risulta in testa Messina con il 24,3% del dato complessivo regionale, trainata dai flussi turistici legati a Taormina: a seguire vi sono poi, ai primi posti, Palermo (20,2%), Trapani (14,9%), Catania (13,6%), Siracusa (9,7%) e Agrigento (8,9%). Fanalino di coda, ad esclusione appunto dell’irrilevante dato di Enna e Caltanissetta, Ragusa con appena il 5,9%. Un dato di fatto che stride con la presenza turistica percepita o sbandierata.

Il rapporto evidenzia poi che i principali mercati esteri di provenienza per la Sicilia nel 2015 sono, nell’ordine, la Francia (20,8%), la Germania (15,6%) e il Regno Unito (9,3%). Più del 50% degli operatori turistici intesi in senso lato, quindi comprensivi anche di ristoratori e gestori di B&B e case vacanze, non parla né francese né inglese. La Sicilia è al decimo posto tra le regioni d’Italia più attrattive. Il Veneto è, con oltre 63 milioni, la regione più turistica d’Italia, con dati tre volte superiori a quelli della Campania (19 milioni) e ben quattro volte a quelli della Sicilia(15). Su un flusso annuale di circa 393 milioni di presenze che si registrano nel Paese, solo il 19% ha come destinazione una regione del Sud, quota che diminuisce al 14% se si considera in particolare il turismo estero.