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Sabato 19 Agosto 2017 - Aggiornato alle 15:22 - Lettori online 752
RAGUSA - 02/05/2017
Economia - Il report annuale dell’osservatorio dei consulenti del lavoro

Stipendi bassi e disoccupazione a Ragusa

Una media di appena mille euro e 70 di stipendio mensile e un alto tasso di disoccupazione Foto Corrierediragusa.it

Cosa unisce Ragusa a Bolzano? La circostanza di essere agli antipodi nella classifica nazionale che evidenzia la media degli stipendi e il tasso di disoccupazione. Mentre il capoluogo altoatesino presenta retribuzione alte e numero di coloro che sono senza lavoro ridotto al minimo, la situazione si capovolge drasticamente a Ragusa. E così mentre Bolzano si distingue per gli stipendi medi più alti d´Italia, mille 476 euro al mese, e il minor numero di disoccupati sul totale della popolazione, strappando una meritata medaglia d’oro in classifica, a Ragusa tocca la maglia nera al penultimo posto con una media di appena mille euro e 70 di stipendio mensile e un alto tasso di disoccupazione, per un gap del 17,9 %. Peggio del capoluogo ibleo solo Ascoli Piceno, all’ultimo posto, con uno stipendio medio di 925 euro e un gap del 14, 3 %. Insomma, si prospettano tempi ancora più duri e c’è davvero poco di che stare allegri all’estremo Sud della Sicilia. Tutto questo lo si evince dal report annuale dell´osservatorio dei consulenti del lavoro, dal quale emerge altresì che Bologna detiene invece il primato della città più "rosa".

Nel capoluogo emiliano due terzi delle donne svolgono un´attività (66,5%). Al contrario di quanto accade nel Mezzogiorno, dove la percentuale delle impiegate cala nettamente: il tasso più basso si rileva a Barletta-Andria-Trani, dove lavora meno di un quarto della componente femminile (24,1%), così come circa il 25% è in servizio a Napoli (25,5%), Foggia (25,6%) ed Agrigento (25,9%). Splende invece il sole sulle lavoratrici anche in altre province del Centro-Nord: fra queste ancora Bolzano (66,4% di occupate), e poi Arezzo (64,4%) e Forlì-Cesena (63,3%).

Il rapporto evidenzia infine il marcato divario regionale in riferimento al tasso di mancata partecipazione al mercato del lavoro, un dato poco utilizzato che include non soltanto i disoccupati (ovvero chi cerca lavoro ma non lo trova), ma anche quella quota di inattivi senza occupazione e che non la cerca nemmeno perchè rassegnata a non trovarla, ma che sarebbe comunque disposta a lavorare se si presentasse l´occasione. Il gap tra Nord e Sud in questo senso è schiacciante: si passa dal 5,3% di Bolzano al 48,7 di Vibo Valentia. Tempi duri, insomma. Molto duri.