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Lunedì 20 Febbraio 2017 - Aggiornato alle 15:59 - Lettori online 982
RAGUSA - 05/01/2017
Economia - Prosegue la protesta anche al di fuori dei confini iblei

VIDEO Vertenza Ragusa latte

Si registrano intanto le precisazioni del presidente della cooperativa La Cognata Foto Corrierediragusa.it

Ci sono voluti i poliziotti per far sgomberare la sala riunioni della «Ragusa latte» dagli allevatori e dai Forconi in assemblea permanente. Gli agenti erano già in loco per monitorare la situazione. I manifestanti sono andati via in maniera pacifica e senza problemi di sorta.


Il leader dei Forconi Mariano Ferro, come potete vedere dai video di Tg 74, aveva esposto in maniera accorata le ragioni degli allevatori al presidente della cooperativa Carmelo La Cognata e all’avvocato Carmelo Ottaviano, decisamente perplessi (vedi video). Poi l´intervento dei poliziotti, al termine di una giornata piuttosto convulsa alla zona industriale di Ragusa, dove sorge lo stabilimento della cooperativa sull’orlo della bancarotta, con un buco finanziario di circa 15 milioni di euro e un debito pesante nei confronti degli allevatori, che devono ricevere 6 milioni di euro per il conferimento del latte. Come accennato, ma in maniera pacifica, i manifestanti hanno liberato la sede della cooperativa e, alla spicciolata, sono tornati alle loro occupazioni per tirare avanti.


Anche se la protesta negli stabilimenti della Ragusa Latte è stata sospesa, non si fermano gli allevatori, che, supportati dai Forconi, puntano a far spostare la data del concordato fissata per giovedì. I Forconi annunciano che lunedì, insieme ad una delegazione degli allevatori, incontreranno il presidente della commissione regionale antimafia Nello Musumeci. Tutto questo in attesa dell’incontro con il questore di Ragusa, che potrebbe avvenire sempre lunedì, e con il prefetto, così come richiesto già da alcuni giorni. Una serie di incontri per chiedere chiarezza sul destino della Ragusa Latte, descritta dai Forconi come un gioiellino poi ritrovatosi con un buco finanziario di circa 14 milioni di euro. “Sappiamo – dicono gli allevatori e produttori di latte – che sarà complicato ricevere dalla cooperativa quanto ci spetta economicamente (circa 6 milioni di euro, n.d.r.) e possiamo anche ipotizzare di perdere quasi tutto, ma non ci rassegneremo fin quando non avremo almeno giustizia e non sapremo che fine abbiano fatto i nostri soldi”.

Sarà quindi chiesto in primis di far slittare la data del concordato proposto dalla cooperativa e fissato per giovedì prossimo. Gli allevatori difatti non accettano di ricevere solo il 40% di quanto loro dovuto (ma potrebbe essere anche meno, si parla del 30%) in quanto si dovrebbero attendere comunque mesi, se non anni. E poi si deve sciogliere il nodo delle denunce presentate circa un anno e mezzo fa sulla precaria situazione finanziaria della cooperativa, che, difatti, ora rischia il fallimento, quando fino a pochi anni prima fatturava diversi milioni. Si vuole capire di chi sia stata la responsabilità di questa ecatombe, e perché nessuno abbia agito per tempo. Le indagini della guardia di finanza, per fare luce su questa vicenda, vanno avanti da mesi, ma niente trapela dal riserbo. Si sa solo che l’ipotesi di reato prospettabile è quella di bancarotta fraudolenta, ma non è dato sapere se vi siano allo stato indagati, e se sì quanti. Tornando al concordato, nel caso non fosse possibile spostare la data del 12 gennaio per prendere tempo e decidere sul da farsi, i manifestanti sono intenzionati ad alzare i toni della protesta, anche bloccando la produzione dello stabilimento della cooperativa, perché il concordato, così com’è, non lo firmerà nessuno.

Intanto il presidente della cooperativa Carmelo La Cognata precisa che la Ragusa Latte non ha cambiato ragione sociale, ma piuttosto ha creato assieme ad un´altra struttura locale una nuova società denominata Natura e Qualità Srl che ha preso in affitto il marchio e i locali di lavorazione. “Ciò è stato fatto – ribadisce La Cognata – allo scopo di evitare il fallimento della Ragusa Latte che avrebbe comportato, in particolare per i soci, la perdita totale ed assoluta dei crediti vantati e relativi alle forniture per gli anni 2014 e 2015”.