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Lunedì 20 Febbraio 2017 - Aggiornato alle 15:59 - Lettori online 963
RAGUSA - 03/01/2017
Economia - Manifestanti nella struttura della zona industriale alla ricerca di una mediazione

VIDEO Animi surriscaldati nella protesta sulla Ragusa latte

Una settantina di allevatori si sono dati appuntamento davanti ai cancelli Foto Corrierediragusa.it

«Non ce ne andiamo fin quando non saremo pagati». Una settantina di allevatori, sostenuti dai Forconi, si sono dati appuntamento davanti ai cancelli della Ragusa Latte nella zona industriale di contrada Mugno. Gli animi si sono surriscaldati (vedi video Canale 74)



Il leader dei Forconi Mariano Ferro, come potete vedere dai video di Tg 74, espone le ragioni degli allevatori al presidente della cooperativa Carmelo Lacognata e all´avvocato Carmelo Ottaviano, decisamente perplessi. La protesta è stata attutata per dare il via nella sala convegni dello stabilimento all’assemblea permanente che si prefigge lo sblocco di quasi sei milioni di euro per latte conferito e mai pagato. A dar man forte agli allevatori anche un presidio dei Forconi che sostengono la vertenza in atto contro la cooperativa che negli ultimi anni ha registrato passività per circa 10 milioni di euro. Secco il no degli allevatori alla proposta di concordato dell’azienda che ha fissato il pagamento al 38 per cento dei crediti. Una soluzione inaccettabile per gli allevatori, che, pertanto, non si presenteranno per la firma al Tribunale nell´udienza fissata per giovedì12. Nessun allevatore è disposto ad accettare perchè si vuole chiarezza sulla nuova ragione sociale della cooperativa che vede ora la Ragusa Latte partecipare alla nuova società al 49 per cento. Il timore è che l’ingresso di società esterne al mercato siciliano possa consentire loro di accaparrarsi il mercato del latte prodotto in Sicilia eliminando pericolosi concorrenti quale, appunto, la Ragusa Latte, che negli anni è stata esempio virtuoso dell’operosità grazie al contributo dei soci allevatori che hanno conferito presso la cooperativa il prodotto.

"Se non si avranno risposte dagli amministratori della cooperativa - dice il leader dei Forconi, Mariano Ferro - sul pagamento del latte ai soci conferitori, siamo disposti anche a fermare gli impianti dello stabilimento». Si annuncia pertanto una vertenza dura e lunga anche perché dalla Ragusa Latte non arrivano notizie se non di una generica solidarietà agli allevatori. C’è da capire assolutamente come sia potuto accadere che una cooperativa florida come la “Ragusa latte” sia potuta arrivare alla bancarotta con un buco finanziario da 15 milioni di euro. E bisogna accertare se sussistano o meno precise responsabilità, affinché a rimetterci non siano le decine di allevatori che rischiano di perdere i 6 milioni di euro che la cooperativa deve loro per il conferimento del latte. 


Ha collaborato Piero Burrugano

L´ORIGINE DELLA VICENDA
Esplode la rabbia degli allevatori: la cooperativa Ragusa Latte è sull’orlo del fallimento con un buco finanziario che si aggira tra i 15 e i 20 milioni di euro. Le 200 aziende che operano sul territorio ibleo e che facevano capo alla cooperativa hanno poche speranze di vedere riconosciuti i loro crediti di circa sei milioni per il latte consegnato e mai pagato. Gli allevatori hanno attivato un presidio davanti alla Camera di commercio, in piazza Libertà, ed a loro si sono uniti i Forconi che hanno sposato la causa. I manifestanti hanno annunciato che torneranno a mobilitarsi martedì prossimo ed intanto hanno presentato denunce alla Procura e alla Guardia di Finanza perché la situazione della Ragusa Latte venga esaminata nel dettaglio a cominciare dai bilanci. Si tratta infatti di un’azienda che fino a pochi anni fa fatturava ben 24 milioni di euro ed ora si trova in piena crisi. Per gli allevatori si tratta di una doppia beffa perché da un lato vantano crediti importanti, e dall’altro le banche cominciano ad attivare i processi di pignoramento per mutui e prestiti non onorati soprattutto nei confronti dei mangimifici.

I Forconi non esitano a parlare di una crisi pilotata e di una «Parmalat iblea» mentre Confagricoltura definisce tutta la vicenda «paradossale». Anche l’organizzazione di categoria ha chiesto agli organi inquirenti di verificare le vere cause del dissesto visto che ci sono in ballo centinaia di famiglie che da un momento all’altro si sono ritrovate praticamente sul lastrico. Fa certamente specie verificare che in un territorio che da sempre fa del latte e della sua filiera il proprio prodotto di punta ed è riuscito ad organizzare una cooperativa che ha risposto in pieno alle esigenze e alla domanda del mercato si trovi ora a confrontarsi con una voragine di debiti.

Alessandro Pagano, parlamentare neo leghista è il primo a livello istituzionale a lanciare l’allarme: «In ginocchio rischia di andare tutta la filiera con gli allevatori che non riescono a riscuotere le fatture, anche da centinaia di migliaia di euro, i quali a loro volta sono impossibilitati a pagare i fornitori. Ed è ben comprensibile cosa tutto ciò comporti per l´economia locale, terra d´eccellenza della pastorizia e cuore dei caseifici regionali. A questo si aggiunga lo stallo di tutto il comparto agricolo siciliano». Pagano ha annunciato la presentazione di una interrogazione parlamentare per capire come il governo voglia intervenire per tutelare il settore.