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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 17:16 - Lettori online 1126
RAGUSA - 27/07/2016
Economia - Inoltrata anche una denuncia querela

Aziende zootecniche senza liquidità

Un vertice al ministero è stato chiesto per discutere delle problematiche e si attende la fissazione della data Foto Corrierediragusa.it

L’Aras non paga e le aziende zootecniche siciliane soffrono. L’associazione allevatori della Sicilia è a corto di risorse nonostante nella legge finanziaria siano stati previsti due milioni e mezzo a favore dell’ente da cui dipendono i controllori zootecnici. Questi non ricevono lo stipendio da mesi e il loro servizio di controllo presso le aziende è sospeso con gravi ripercussioni sui loro bilanci. Gli allevatori iblei ed alcuni della fascia siracusana, riunitisi sotto l´egida di un comune organismo che annovera oltre 80 iscritti, si sono quindi rivolti all’avvocato Giorgio Cassarino che ha presentato una diffida al Ministero delle Politiche agricole, all’assessorato regionale e all´Associazione Italiana Allevatori (Aia) e all´associazione Regionale Allevatori (Aras) perché vengano riattivati i controlli e scongiurati danni irreversibili alla produzione del latte e alla produzione della carne. Oltre alla diffida è stata presentata da parte degli stessi allevatori una denuncia querela per richiedere l´intervento della Procura di Palermo per fare chiarezza su possibili ipotesi di reato che si dovessero ipotizzare. Inoltre è stato richiesto un incontro al ministero e si attende a questo proposito la fissazione della data. Nell´ambito del vertice in programma saranno discusse tutte le problematiche sul tappeto al fine di trovare una soluzione in tempi accettabili.

I controlli funzionali ufficiali nelle aziende zootecniche bovine e ovicaprine sono previsti da un decreto ministeriale insieme alla tenuta dei libri genealogici (procedura, questa, che comporta un cospicuo finanziamento Ue a favore degli allevatori per ogni animale regolarmente censito) e sono essenziali perchè le aziende possano immettere sul mercato i loro prodotti regolarmente certificati.

La diffida degli allevatori ha indotto l’Aia a prevedere poteri speciali previsti per le ipotesi in cui manchino i controlli (cosa, ad oggi, non attuata) e una nota del Ministero delle politiche agricole che, tra le altre cose, chiede conto dei fondi già trasferiti all’amministrazione regionale a favore dell’Aras. Da Palermo, tuttavia, nessuna notizia e gli allevatori sono tutti bloccati in attesa che i controllori sospendano lo sciopero e arrivino nelle aziende per i controlli.