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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:29 - Lettori online 1589
RAGUSA - 03/07/2016
Economia - A parte la positiva eccezione della Passalacqua nel basket

Il calcio non "tira" più a Modica. Game over?

La classe imprenditoriale fugge dal calcio ibleo, non ne vuole proprio sentire, forse perché scottata Foto Corrierediragusa.it

Ai vertici in Sicilia per qualità della vita, imprenditorialità e cultura, ma fanalino di coda nello sport a parte la positiva eccezione della Passalacqua nel basket. E’ la dicotomia del territorio ibleo che non riesce ad esprimersi in campo sportivo, e calcistico in particolare, ai livelli di avanguardia che assegnano a Ragusa posizioni preminenti in tutte le classifiche. Basti consultare l’’ultima indagine del Sole 24 ore sulla qualità della vita che pone Ragusa al primo posto tra i territori siciliani. Una realtà fatta di imprenditorialità, in alcuni casi anche di eccellenza, e basti fare un giro per le aree industriali di Ragusa e Modica per scoprire imprese ed aziende che non hanno nulla da invidiare alle zone del ricco Nord-ovest. Per non parlare del mercato ortofrutticolo di Vittoria, secondo d’Italia e generatore di redditi importanti nonostante la crisi e per finire alla realtà della zona trasformata con aziende vivaistiche che competono con le avanzatissime aziende olandesi. Un territorio che negli ultimi dieci anni ha fatto passi da gigante in campo turistico, registrando una crescita a doppia cifra, che attrae, nel triangolo Ragusa-Modica-Scicli, flussi da tutta Europa e in forza di ciò vede presenti operatori turistici di livello.

E’ insomma un territorio vivo, vivace, capace di progettualità. Se giriamo questo giornale di bordo alla pagina dello sport emerge, invece, una realtà desolante, di retroguardia, fatta di società con l’acqua alla gola, senza entusiasmo. La Passalacqua, come accennato, frutto di lungimiranza, managerialità e visione, è l’eccezione alla regola, e non fa che confermare che perché il territorio vada avanti anche in campo sportivo, è necessario il coinvolgimento di imprese sane, di entusiasmo, naturalmente di risorse economiche e, soprattutto, del piacere di fare sport. Il calcio, sport di punta e di maggiore attrazione per il grande pubblico, vive una realtà grama da anni, che non rispecchia per niente quello che il territorio ibleo in tutti gli altri ambiti esprime.

Sono i giorni della fusione tra Ragusa e Modica, estremo tentativo per essere presenti in un campionato appena apprezzabile come l’Eccellenza. Tutti gli altri centri, dalla popolosa e ricca Vittoria a Scicli, da Pozzallo a Comiso vivono nell’anonimato se non nell’oblio. Agrigento, Siracusa, Messina, Caltanissetta, per non parlare di Trapani, provincie in molti casi con numeri ben meno importanti di quella iblea, vantano squadre professionistiche e soprattutto entusiasmo e voglia di mettersi in gioco. Ragusa non risponde, la sua classe imprenditoriale fugge dal calcio, non ne vuole proprio sentire, forse perché scottata, in particolare a Ragusa e a Modica, da fallimenti prima che sportivi soprattutto economici personali di chi a suo tempo si è messo in gioco.

Eppure questo territorio ha bisogno per completarsi, per mettersi un fiore all’occhiello una società calcistica che affermi il nome degli Iblei perché lo rilanci e soprattutto ne tragga vantaggio anche con l’indotto che il calcio a certi livelli garantisce. Chiedere a Trapani, territorio molto simile a Ragusa per infrastrutture, tradizione e cultura sull’impatto del calcio nella vita di un intero territorio. La classe imprenditoriale iblea faccia dunque un salto di qualità, guardi avanti, prenda esempio da Gianstefano Passalacqua che dimostra ogni giorno che si può fare. Basta crederci e tanto entusiasmo.