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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:37 - Lettori online 242
RAGUSA - 25/04/2016
Economia - Anche il clima ostacola il business turistico

Il turismo spinge il Ragusano ma...

Alti e bassi di una strana primavera Foto Corrierediragusa.it

Il lungo fine settimana si è chiuso all’insegna del vento. Raffiche fino a 60 km hanno condizionato la giornata di lunedì che è risultata anche più fresca rispetto ai giorni precedenti. Le località marine hanno pagato molto di più le condizioni meteo ma è stata comunque una tre giorni intensa per le presenze turistiche che si sono registrate in tutti i centri iblei. Da Donnafugata a Punta Secca, da Ibla a Modica e Scicli, tutti i centri barocchi e le maggiori attrazioni sono state prese d’assalto dai turisti. Rispetto agli anni precedenti si è registrata una presenza maggiore di comitive arrivate negli Iblei a bordo di pullman granturismo. Albergatori, ristoranti e negozi hanno lavorato tutti a pieno ritmo e in tutte le strutture per le notti di sabato e domenica non ci sono stati posti disponibili. A Modica la festa del patrono S. Giorgio ha fatto da fattore di attrazione in più e la città è stata affollata fino a tarda notte perché sono stati in molti anche tra i turisti a seguire lo spettacolo pirotecnico e il ritorno della statua in chiesa. Peccato che nella mattinata di lunedì la chiesa sia rimasta chiusa per la grande delusione di quanti avevano programmato la visita. E’ stato insomma un battesimo di fuoco per la stagione turistica che ha avuto praticamente inizio. Il ragusano, rilanciato dalla serie del commissario Montalbano, da tante recensioni e servizi che sulla stampa specializzata e non, presentato come uno dei luoghi da visitare per il 2016, ha fatto il pieno e tutto ciò dovrebbe spingere pubblico e privato a migliorare ancora di più i servizi e a offrirne di nuovi. I turisti chiedono servizi di qualità, città ordinate e pulite, non inquinate. Modica, a differenza di Ibla e Scicli, ha, da questo punto di vista, tanta strada da fare. Il traffico caotico nel centro storico, i parcheggi selvaggi, la persistenza nel non voler chiudere il centro storico al traffico almeno nei giorni di maggiore affluenza con l’inquinamento acustico e ambientale che ne deriva, è in grave ritardo e gli amministratori dovrebbero correre ai ripari da subito istituendo per esempio navette dai parcheggi pubblici piuttosto che consentire anche ai pullman di caricare e scaricare turisti nel bel mezzo di corso Umberto.

La settimana si concluderà ora con un altro ponte solitamente molto gettonato anche se quest’anno il primo maggio cade di domenica. Inoltre le previsioni parlando di un meteo non proprio favorevole soprattutto nella giornata di domenica e bisognerà vedere se il grande afflusso turistico si ripeterà. La tendenza al rialzo è comunque accertata per il ragusano perché le prenotazioni fioccano, i tour operator propongono viaggi nei «luoghi di Montalbano» e il turismo culturale ruota sempre più attorno all’asse Ibla-Modica-Scicli-Noto o viceversa.

IL TURISMO SPINGE IL RAGUSANO
Il turismo spinge Ragusa. Insieme a Melfi e alla Basilicata il Ragusano è tra i territori che tira di più e fa parlare gli analisti di incoraggiante segnale di ripresa economica. Lo dice l’analisi pubblicata dal Crif che mette in rilievo come dato sensibile che Ragusa è nella top 10 in Italia per prestiti personali con un importo medio dei prestiti erogati di 13 mila 833 euro, anche in questo caso superiore alla media nazionale. Se a Melfi è il settore auto che tira nel ragusano è il turismo grazie all’effetto Montalbano, alla riscoperta di città e monumenti barocchi e di luoghi sostanzialmente preservati a cominciare dalle campagne. Una tendenza già avviata ma consolidata quest’anno a cominciare dal periodo pasquale e che fa avvertire i suoi effetti benefici in questo fine aprile e alle presenze sostenute in alberghi e strutture ricettive in generale. I flussi turistici sono in aumento e Ragusa tira sul mercato delle vacanze. Quello che sorprende nell’analisi dell’istituto di ricerca è tuttavia il dato dei prestiti richiesti, indice di una vivacità economica che mette Ragusa al pari di altre realtà come Sondrio, Reggio Emilia e Modena, che storicamente godono di ben altri livelli di vivibilità e di condizioni economiche.