Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 18:19 - Lettori online 1137
RAGUSA - 23/03/2016
Economia - Da 43 centesimi e 33 a 34,83 nel giro di un anno e si annunciano altri tagli

Prezzo del latte in picchiata e allevatori in protesta

Gli allevatori non hanno più soldi per acquistare le balle del fieno o i sacchi di mangime Foto Corrierediragusa.it

Anche i produttori di latte sono sul piede di guerra. Come se non bastasse la crisi del settore ortofrutticolo anche il comparto lattiero-caseario attraversa una grave crisi di sistema. Il prezzo del latte ha fatto infatti registrare dal settembre 2015 un crollo di 11,50 centesimi. Da 43 centesimi e 33 (prezzo riconosciuto agli allevatori lo scorso mese di settembre) a 34,83 incluso il taglio di un centesimo e 80 fino al 31 di marzo. E dal primo di aprile si preannunciano ulteriori riduzioni acuendo così una crisi già pesante del settore. Ecco perché gli allevatori iblei sono pronti alla protesta attuando un blocco delle forniture per chiedere che venga riconosciuto un prezzo del latte equo. «Vogliamo capire quali sono i parametri di riferimento – spiega Mattia Occhipinti, allevatore ed ex presidente della Coldiretti - in un momento in cui gli industriali non hanno sottoscritto alcun accordo di programma. La nostra grande preoccupazione è legata al futuro dell’intera economia che ruota attorno alla zootecnica. Le commesse sono bloccate e i fornitori subiscono, a cascata, la crisi della zootecnia. Le vacche sull’altipiano si nutrono sono del foraggio al pascolo. Gli allevatori non hanno più soldi per acquistare le balle del fieno o i sacchi di mangime».