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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 0:33 - Lettori online 808
RAGUSA - 17/03/2016
Economia - Ecco perché non ci sono soldi in giro

Dove vanno a finire i soldi emessi dalla Banca Centrale?

Fiat Money (Q.E.) non est fiat inflazione Foto Corrierediragusa.it

Facciamo due conti e sfatiamo un paio di leggende. La cosiddetta informazione ci gioca da anni con una reale panzana, secondo cui non ci sono i soldi. Tutte le politiche di austerity e le scelte macroeconomiche di regime vengono imperniate su questo falso assunto. Ma la prova provata, se ce ne fosse bisogno, è il Quantitative Easing della B.C.E. di Draghi. Il Q.E. è in prassi una esagerata mole di Moneta euro, che viene creata ogni mese, fino alla fine di quest´anno circa, se non ci saranno prolungamenti, ed immessa nei mercati per acquistare Titoli di Stato. Parliamo prima di 60 miliardi al mese, poi, siccome era bello, sono passati ad immetterne gli attuali 80 miliardi al mese. Questi vengono stampati ed emessi dal nulla; gli inglesi dicono poeticamente: from the thin air (dall´aria sottile); e proprio per questo si usa in macroeconomia la locuzione mista latina Fiat Money, cioè moneta creata dal nulla, come il Fiat lux nell´atto della creazione divina nella Bibbia. Quindi non è vero che non ci sono i soldi. E´ vero invece che non se ne vogliono creare per farli giungere al mondo reale; ma per le grandissime banche che la sottendono, la B.C.E. li stampa e come. Queste emissioni forzate vengono prodotte, create, col pretesto, il falso obiettivo, di combattere la finalmente appurata deflazione nel mercato reale: cioè noi, le famiglie, le ditte. Ma noi possiamo empiricamente controllare se è vero o no, facendo due conti. Se fosse vero che questi 80 miliardi, di moneta emessa mensilmente con il Q.E., arrivino al mondo reale, ognuno degli italiani, dal lattante al vecchietto, avrebbe dovuto sentire nel proprio portafoglio una spinta turbo di migliaia di euro, da parecchi mesi; o in alternativa girandosi attorno, constatare che i propri vicini di casa ed amici, più fortunati per la cieca legge del destino, stessero sperperando i loro e anche i suoi in un caleidoscopio di spese pazze in giro per la città.

La realtà oggettiva però, così descritta, è visionaria: a nessuno risulta questa dovizia di soldi; anzi si nota una evidente ed appurata carenza di Moneta in circolazione, che non permette neanche di far fronte al necessario e all´obbligatorio (tasse, imposte, debiti,...). Ma allora tutta questa enorme mole di Moneta che strade prende? Semplice: la solita. Questa enorme mole di Moneta viene utilizzata, assolvendo alla sua segreta perversa funzione, di far aumentare il già insanabile debito pubblico degli Stati, mediante l´acquisto di loro Titoli. E badiamo bene, non almeno nel mercato primario, ma per aggiungere il danno alla beffa, nel secondario, quello soggetto all´influenza dei mercati, degli spread, dei fantasmi ad hoc delle cosiddette valutazioni, quotazioni, ecc. Allora, il luogo virtuale in cui vanno a finire questi soldi a fiumi è costituito dal grosso del sistema bancario, il quale rinomatamente (questo ormai lo sanno anche le pietre: le prime banche fallite!) tende ad investire in titoli nelle bische finanziarie. Da qui le crisi delle banche, le quali pur emettendo dal nulla moneta digitale, per ogni credito o mutuo o investimento che richiediamo loro, riescono a saltare in aria come negozi di ferramenta.

Ma se il rimpinguarsi le casse acquistando altri titoli almeno assolvesse alla falsa motivazione di far aumentare di qualche punto un po´ di sana inflazione (cioè più soldi in circolo), sopporteremmo. Ma neanche. Questa è Moneta che viene risucchiata fuori dal sistema, mediante gli interessi passivi generati dal debito pubblico, con l´acquisto di tutti i Titoli per ogni euro che circola, e quelli del debito privato. Essa scompare dal mondo reale e fluisce nelle grandi reti telematiche del finanziario.

Dunque, seconda favola da sfatare, sarebbe il caso di finirla con la storia del Q.E. di 80 miliardi al mese per far aumentare l´inflazione, come proditoriamente dichiarato. Il Fiat Money (Q.E.) non est Fiat inflazione! Si fa artatamente credere, mediante alcuni media compiacenti, che immettendo moneta nuova nel sistema economico si scateni automaticamente inflazione, aumentando la domanda nei confronti di una offerta di beni lenta a reagire o impossibilitata per determinate contingenze.

In effetti, per innescarsi un po´ di sana inflazione, la Moneta immessa nel sistema deve finire nelle mani giuste; cioè in quelle che abbiano bisogno di spenderla o voglia di spenderla. Ma se, come accennato, finisce praticamente sempre nelle mani di chi già spende, perché ricco, o è un istituto che ha il solo scopo di accumulare, o che investe nel finanziario, o deve far fronte alle scadenze dei titoli deteriorati, tossici, su cui ha giocato, la domanda di Beni e Servizi reali resta assolutamente immutata, e la perseguita inflazione resta una menzogna. Menzogna utile per giustificare altre immissioni di denaro, sempre nello stesso settore Banche, ad effetto placebo, non nel mondo reale. Il vecchietto che spenderebbe, l´artigiano che pagherebbe, il commerciante che acquisterebbe, l´industriale che investirebbe, la ditta di servizi che assumerebbe per aumentare la propria area, non ne sanno nulla di queste immissioni, se non fosse per i media.

Articolo redatto da Giancarlo Palazzolo


17/03/2016 | 19.54.48
Peppe

Complimenti!!!
bell´articolo! iniziamo a diffondere consapevolezza