Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:30 - Lettori online 453
RAGUSA - 31/01/2016
Economia - Rilevazione dell’Osservatorio Mpi di Confartigianato Sicilia

A Ragusa troppi lavoratori sommersi

Il sommerso favorisce l’abusivismo e la concorrenza reale Foto Corrierediragusa.it

Ragusa è il territorio con il più alto numero di lavoratori "sommersi" nel comparto artigianato. Secondo la rilevazione dell´Osservatorio Mpi di Confartigianato Sicilia basato sui dati Istat l percentuale di lavoratori irregolari nel ragusano è del 64,3 per cento e supera di poco Messina,m 63,1 e Siracusa, 61,8. Si tratta di un elemento preoccupante anche perchè il sommerso favorisce l´abusivismo e la concorrenza reale con una refluenza diretta sui costi di produzione e quindi sui prezzi. Negli ultimi tre anni i lavoratori irregolari in Sicilia sono stati 306.900 mentre sono diminuiti nel contempo i lavoratori regolari con un calo del 4 per cento, ben 50.800 unità in meno. Con questi numeri l´Isola raggiunge il 20,0% di lavoro sommerso, un valore superiore di oltre 7 punti rispetto alla percentuale registrata a livello nazionale (12,8%) ed è la quarta regione, dopo Lombardia, Campania e Lazio, per numero assoluto di occupati non regolari e terza, dopo Calabria e Campania, per elevato tasso di irregolarità. Insomma in Sicilia un lavoratore su 4 non è regolare ed è per questo motivo che oltre 45 mila piccole e medie imprese artigiane, vale a dire il 60 per cento del totale delle imprese artigiane, hanno subito la concorrenza sleale degli abusivi. Il 29,1% di queste imprese appartengono al settore più colpito le costruzioni (22. 293), il 27,7% agli altri tre settori più soggetti al fenomeno: servizi alle persone (15,6%), attività dei servizi di alloggio e di ristorazione (6,1%), Trasporti e magazzinaggio (5,9%).