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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:45 - Lettori online 855
RAGUSA - 28/12/2015
Economia - Lo scenario economico è un rebus

I crack delle 4 banche non saranno isolati

I risparmiatori hanno il diritto di essere informati in maniera chiara e responsabile Foto Corrierediragusa.it

I più pensano che le bufere che hanno investito i risparmiatori delle prime quattro banche (Etruria in primis) siano un evento topico, limitato a certi territori e a certe realtà. Niente di più sbagliato. Le cause che hanno generato l´idea del bail-in (il prelievo forzato dai depositi dei correntisti delle banche) sono molto diffuse e anzi costituiscono la norma nella gestione dei soldi privati. Il sistema bancario, infatti, gioca le sue rischiose partite e gestisce le sue competenze scevro da qualsiasi forma di controllo, sia tecnico contabile, sia etico, sia di economia politica. Dall´interno degli Istituti, ciò che viene punito in Oriente anche con la pena di morte per i funzionari di pari mansioni, dalle nostre parti è addirittura abbuonato con un alto premio di liquidazione degli amministratori delegati. Come dire: facciamolo tutti, tanto a noi non succede nulla. La politica, d´altra parte, a livello europeo mediante il governorato antidemocratico della Commissione, autorizza provvedimenti restrittivi, l´uno dopo l´altro, picchiando sull´Italia in modo tanto duro, come si trattasse di un nuovo sport olimpico. I politici italiani sono distratti ognuno dalle proprie manie d´appiglio elettoralistico, ignorando che il vero problema della fattiva Italia è la decretata scarsità di moneta in circolazione nell´economia reale.

Per cui alcuni di essi distraggono le masse con il problema della Onestà - evidentemente per affondare comunque, nei loro progetti, ma "onestamente" - altri hanno la fissa del nord contro il sud, come se fosse importante quale parte affonda prima. Altri ancora credono e cercano di far credere alla destra o alla sinistra come ratio per distinguersi almeno in qualcosa agli occhi dei propri potenziali elettori. Gli amministratori locali, da parte loro, sono completamente distratti e disinformati sull´unico strumento utile per dare un po´ d´ossigeno alle realtà territoriali e a se stessi, che sono le Monete Complementari, e pervicacemente scelgono di neanche informarsene. Insomma, il quadro che risulta, dalla componente di questo concerto di disattenzioni, è di una economia abbandonata a se stessa ed anzi succube della cosiddetta economia, solo virtuale, mediante il sistema bancario.

Le crisi non vengono dal cielo, come il destino: sono pilotate, ovviamente da chi può e ha interesse nel farlo. Attualmente l´Italia riveste infatti il ruolo di vittima sacrificale per l´Europa, per delle vere e proprie aggressioni nazionali, attuate da entità neanche europee. Per cui da settima potenza industrializzata mondiale, da seconda manifatturiera in Europa, da seconda esportatrice sia di eccellenze sia di comuni lavorazioni, si ritrova adesso condannata ad un ruolo di gregario di ultimo grado, costretta con la forza ad importare invece che esportare, dunque in pesante difetto nella bilancia dei pagamenti; in costante pesante deflazione; forzata inoltre ad adottare misure di austerity, le quali notoriamente non fanno altro che autogenerare altra austerity.

E ancora, con il vizio perverso, ovviamente pilotato, delle privatizzazioni di tutto il meglio controllato dallo Stato, dunque degli Italiani; tenuta in condizioni da far chiudere e/o trasferire e quando va bene svendere al chilo le proprie aziende migliori sul territorio, oltre a soffocare le piccole e medie, che costituiscono storicamente la propria ossatura. Tutto ciò con il solo unico metodo della mancanza almeno delle normali misure di finanziamento o dei consueti storici canali di accesso al credito.

Le Banche in questo gioco al massacro hanno dunque giocato un ruolo fondamentale: se avessero voluto fare le banche Commerciali, avrebbero potuto lenire o forse completamente evitare i colpi di questa crisi addotta artatamente, per sé e per i clienti, finanziando il territorio anziché ardite operazioni finanziarie, facile gioco dei grossissimi Fondi di Investimento mondiali. Pensavano forse che giocare dalla parte dei più forti le avrebbe messe al riparo da loro nocumenti. Ma adesso sono diventate proprio esse il pesce da pescare: in italia hanno le pance troppo piene di liquidi di risparmio privato tesaurizzato, e questo non va bene. Deve essere prosciugato; come l´immensa quantità di oro della Banca di Italia, dunque degli Italiani, che ancora non si sa che fine ha fatto.

Senza fare "terrorismo", sono già note le prossime quindici banche certe che subiranno lo stesso servizio di devastazione delle prime quattro; ma buonsenso suggerisce che la storia continuerà fino a far rimanere quelle proprio solide, forse solo le grandi azioniste di Banca di Italia, e ovviamente le Dealer, anche dette le Notabili. Il fondo di garanzia interbancario non viene stimato evidentemente adatto, e si preferisce far pagare la cauzione (bail in) alle tasche dei poveri privati. Per cui, in tutto questo esiziale progetto, quello che ci resta da fare è pregare che molti politici si accorgano che esiste anche l´Italia che li ha votati, con quanto detto, non solo le segreterie e i capipopolo, e che non rimangano come diceva alcuno, i soliti "camerieri dei banchieri".

A cura di GIANCARLO PALAZZOLO