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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 20:03 - Lettori online 1065
RAGUSA - 15/12/2015
Economia - Iniziativa della Cgil

Settore chimico in crisi negli Iblei

Direttivo provinciale della Filctem – Cgil sulla scottante tematica Foto Corrierediragusa.it

La difficile questione della Versalis, che segna il disimpegno dell’Eni nel Ragusano, e le pesanti ricadute sull´occupazione e sull´impoverimento del Paese, sono state al centro di un direttivo provinciale della Filctem Cgil, tenutosi nella sala adunanze della Cgil (foto). Al dibattito, presenti i componenti del direttivo, hanno presenziato il Segretario generale regionale, Beppe D’Aquila, il Segretario Generale Giovanni Avola e il Segretario generale provinciale Filippo Scollo. Dopo l’approvazione del bilancio di previsione 2016 da parte del direttivo della Filtem Cgil sono stati affrontati i temi occupazionali e quelli legati all’organizzazione dello sciopero della categoria di otto ore previsto per mercoledì 20 gennaio 2016. Giovanni Avola e Filippo Scollo hanno concordemente dichiarato alla fine del direttivo: «Senza strategie industriali, con fondi finanziari anche di dubbia provenienza, mettendo in gioco centinaia di migliaia di posti di lavoro, i nostri siti industriali storici stanno scomparendo e il cosiddetto capitalismo pesante passa nelle mani straniere.

La Pirelli ai cinesi, la Lucchini agli algerini, gli elettrodomestici alle grandi multinazionali, il lamierino-magnetico ai tedeschi, la Fiat agli americani ed ora la chimica dell´Eni – Versalis sta per essere ceduta ad un gruppo americano che opera con capitali iraniani. La Versalis è tornata in utile nel corso del 2015 ma adesso l´Eni annuncia che non dispone di 1,2 miliardi di investimenti nella chimica. Rischiano il posto di lavoro: 4 mila 400 dipendenti Versalis, altri mille nei siti esteri, almeno 2 mila nell´indotto. Inoltre Versalis è titolare di 250 brevetti e di 4 centri di ricerca: tutto finirà in mani straniere.

La Filctem Cgil e le altre sigle sindacali hanno già indetto uno sciopero di otto ore del settore per il 20 gennaio ma le scelte dell´Eni sembrano già fatte: il gruppo punta all´estrazione di gas e petrolio all´estero. Dopo la riduzione degli impianti di polietilene e del cracking adesso tramonta anche l´ipotesi di puntare sulla chimica verde. E´ una vergogna per il Paese e per i lavoratori. Le forze politiche non possono stare a guardare e la complicità del governo è inaccettabile. In preparazione dello sciopero di gennaio vanno definite azioni di lotta eclatanti: l´impoverimento del Paese - concludono - ha raggiunto limiti di guardia».