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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:17 - Lettori online 947
RAGUSA - 17/10/2015
Economia - Esigenza di creatività e innovazione

Contro la crisi serve il coraggio del cambiamento

Sono più di 30 mila le imprese operanti sul territorio ibleo
Foto CorrierediRagusa.it

L’oggettività del dato, che viene qui proposto all’attenzione del lettore, è significativo della polverizzazione imprenditoriale che caratterizza la provincia di Ragusa: oltre 30 mila sono le imprese registrate attive operanti sul territorio. In un periodo di particolare sofferenza economica-finanziaria, presente sia a livello regionale che nazionale, che ha messo con le spalle al muro imprese piccole e medie del tessuto imprenditoriale, il risultato di tenuta del territorio ibleo è da considerare positivo comunque, anche se rispetto alle precedenti annualità il valore numerico è diminuito. Allo stato si registrano segnali di generale ripresa a livello nazionale, e ci si augura che nel nostro territorio le imprese aumentino in termini di produttività, crescita, occupazione e internazionalizzazione. Invero, giova evidenziare che l’avvio più sostenuto della ripresa del nostro territorio non può non essere interessato dalla necessità, e anche dall’opportunità, di intercettare i segnali positivi.

I momenti di negatività, che normalmente caratterizzano la vita delle persone e delle imprese, possono/debbono costituire base di rilancio nella misura in cui ciascuno è attore del cambiamento che vorrebbe vedere avvenire intorno a sé. Lo spunto di ragionata riflessione è indirizzato a stimolare l’avvio di forme strutturali del cambiamento, attraverso la riscoperta della creatività e dell’innovazione. Le PMI sono le protagoniste assolute del perimetro del nostro territorio per via della forte incidenza produttiva, che, però, non intercetta adeguatamente la domanda complessiva. Le ragioni risiedono anche nella difficoltà imprenditoriale di aprirsi al cambiamento, attraverso nuove e più affascinanti strategie commerciali, di razionalizzazione dei costi (innanzitutto), ma anche di interventi di revisione e ottimizzazione dei processi.

E’ ampiamente dimostrato come gli investimenti indirizzati al risveglio creativo e all’innovazione tecnologica rendano le imprese più performanti in termini di produttività e, parimenti, come le «imprese digitalizzate» sono quelle più ottimiste sul futuro, perché vantano una maggiore disponibilità di strumenti per affrontare nuovi scenari di business e nuovi mercati. L’investimento oggi dev’essere indirizzato al cambiamento, verso l’innovazione non solo dei processi imprenditoriali, ma, e soprattutto, di tipo culturale.

Cambiare corrisponde alla voglia di rinascere per ripartire. Il cambiamento esiste da sempre, ciò che oggi (rispetto al passato) è cambiata è la velocità. In natura tutto scorre, e l’evoluzione caratterizza anche l’esistenza dell’uomo, così come la realtà dei mercati, le esigenze del consumatore e, di conseguenza, la vita delle aziende. Il punto centrale è che oggi tutto muta molto più rapidamente. Le imprese, con particolare riguardo a quelle presenti nel nostro territorio ibleo, se voglio ben interpretare i mutamenti di mercato e rimanere competitive, non possono non dotarsi di strutture organizzative capaci di trasformare se stesse per rispondere adeguatamente ai cambiamenti esterni.

Le aspettative dei consumatori si rinnovano: oggi non è possibile attendere che i mutamenti si assestino o prendano una connotazione chiara. Risulta fondamentale giocare in anticipo, cioè riuscire a captare le esigenze emergenti, onde sviluppare e testare immediatamente le possibili risposte. In buona sostanza, il cambiamento deve diventare un modo di essere, più che un’esigenza transitoria legata a fattori contingenti.

Le componenti positive che veicolano le tendenze e i mutamenti sono riscontrabili nella voglia di riappropriarsi della creatività, dell’innovazione, nella ricerca del nuovo, del costante miglioramento organizzativo, alla valorizzazione dei «saperi» che si adattano alle situazioni diverse, al coinvolgimento nel processo decisionale, al clima di fiducia, alla collaborazione a lavorare in team. Che senso ha chiudersi (?) o non voler capire che quanto ci circonda è espressione veloce del bit? La creatività porta con sé la voglia di innovazione, e innovare significa creare le premesse del cambiamento dello stato delle cose esistenti. La creatività e l’innovazione afferiscono a processi che garantiscono il contrario del regresso, della negatività. Quindi, se vogliamo che le imprese del nostro territorio abbiano più successo, dobbiamo includere tra le nostre capacità la capacità di creare innovazione per primi o nel modo creativo migliore.

Per riuscire è necessario usare al meglio le nostre risorse intellettuali anziché sprecarle all’inseguimento di altri che, avendo meglio investito nella rete di pensiero, saranno sempre un passo avanti a noi. E’ strumentale comprendere che se le imprese del nostro territorio non innovano, lo fanno i concorrenti; e se non fai innovazione, l’unica cosa che rimane è competere sempre con prezzi più bassi e limitata redditività. Lavorare in sinergia, in rete di pensiero, favorisce l’insieme organizzato, perché «se hai una mela e io ho una mela e ce le scambiamo, abbiamo sempre una mela per uno. Ma se tu hai un’idea e io ho un’idea e ce le scambiamo, allora abbiamo entrambi due idee.» Si deve a George Bernard Shaw, scrittore, drammaturgo e critico musicale irlandese, cofondatore a Londra della scuola di economia e scienze politiche, l’affermazione che ho riportato in corsivo, il quale conclude il ragionamento sull’esigenza di creatività e innovazione, affermando che «il progresso è impossibile senza cambiamento, e coloro che non cambiano le proprie menti, non possono cambiare nulla».

* Ufficiale nella Guardia di Finanza


considerazione
19/10/2015 | 10.34.29
Peppe I.

E´ uno articolo che ho letto e riletto con vero piacere, perchè dice la pura e semplice verità. Bisogna però snellire la burocrazia che a volte fa perdere solo tempo alle imprese.