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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:18 - Lettori online 456
RAGUSA - 19/08/2015
Economia - Il tentativo di uscire dalla crisi

Ricorso al credito per le imprese: Ragusa primeggia

Si assiste quindi ad un rinnovato ottimismo delle imprese Foto Corrierediragusa.it

Riparte il ricorso al credito delle imprese. Il tentativo di uscire dalla crisi, attraverso la richiesta di un prestito, proviene soprattutto delle aziende siciliane, con la provincia di Ragusa in testa, che si qualifica al primo posto come territorio dai 12 comuni più attivi in tal senso. I dati arrivano dal barometro Crif, che ha stilato la classifica delle province con gli industriali più dinamici, pronti a scendere in battaglia contro la crisi, richiedendo coraggiosamente accesso al credito alle banche, per vincere la guerra delle nuove idee da realizzare. Il primo posto della lista Crif, come anticipato, spetta alla provincia di Ragusa, seguita da Palermo, da Catania, da Enna, da Trapani, da Messina e da Agrigento. Si piazza male Caltanissetta, ma, inaspettatamente, fanalino di coda è la vicina provincia di Siracusa.

Si assiste quindi ad un rinnovato ottimismo delle imprese, nonostante il periodo di crisi. Come indica il barometro Crif, rispetto alla media nazionale, proprio in Sicilia, risultano in aumento le richieste di credito. Nel primo semestre del 2015, nel mondo dell’imprenditoria regionale si attesta un vero e proprio record di richieste di credito, che registra un incremento dell’8,6% in Sicilia e del 7% in più rispetto alla media nazionale. Risulta in crescita del 2,7% anche l’importo medio di credito richiesto, quasi 54mila euro, dato però, in questo caso inferiore alla media nazionale.

Il dato sull’aumento di richiesta di credito delle imprese siciliane alle banche risulta particolarmente interessante se si pensa che nel primo trimestre del 2015 si registrava addirittura un – 3,6%, per poi assistere ad un impennata del + 8,1% nel secondo trimestre dell’anno in corso, con un + 9,5% di crescita della domanda da parte delle società capitale, le grandi aziende per meglio intenderci. In lieve regresso risultano però le imprese individuali.

«Nel ragusano notiamo – spiega a «Il sole 24 ore» Alessandro Spadola, contitolare dell’azienda modicana Caffè Moak (15,2 milioni di euro di ricavo nel 2014) – un arretramento dei due gruppi bancari più importanti e un grande attivismo delle banche meno grandi, da Sella a Popolare dell’Emilia Romagna, che, di loro iniziativa, ci propongono credito per mezzo di nuovi e interessanti strumenti finanziari».

In sostanza, il fatto che istituti di credito «minori» abbiano ammorbidito le rigide misure alle quali rimangono di fatto ancorate le grosse banche, hanno aiutato l’accesso al credito dei nuovi investitori. Giovani imprenditori dinamici e intraprendenti, incoraggiati anche da nuovi strumenti finanziari che probabilmente si allontanano dal pagamento di quei salatissimi interessi impossibili da onorare, che, finora, hanno però garantito la salute dei colossi del credito e l’annientamento delle aziende private.