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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 1148
RAGUSA - 12/07/2015
Economia - Bisognerebbe uscire dall’euro o no?

Enigma euro: l´Italia seguirà la Grecia?

Dopo gli ellenici potrebbe toccare a noi italiani e agli spagnoli Foto Corrierediragusa.it

La Grecia esempio per l´Italia? Entrambe le nazioni fungono da puntello, guardando oltre il balletto delle opinioni sull´uscita o la persistenza nell´euro come una semplice scelta personalistica di questo o quel politico. Questa è solo una visione romantica. Sappiamo che le persone a capo dei governi decidono precisamente quanto gli attori sulla ribalta di un teatro: recitano il copione. Le nazioni intere sono esecutrici di accordi e trattati presi dai cosiddetti Mercati finanziari, ovvero delle pochissime grandi entità creditizio-finanziarie che scelgono, secondo i propri interessi, al rialzo o al ribasso nei mercati, dove, quando, chi far respirare e chi asfissiare. Tutto l´insostenibile che si avvicenda da anni si basa sulla emissione monetaria (non gestita dai governi ma da un nugolo di privati), la relativa gestione del debito, la mostruosa fame di moneta nel ramo finanziario, la rarefazione di moneta invece nel circuito economico reale: quando ad un popolo togli la sua Moneta, lo metti nel sacco. Come può riprendersi una economia (greca, italiana, ecc...) se si tiene in circolazione la quantità minima di moneta neanche sufficiente per sfamare le famiglie? La soluzione principe sarebbe di uscire dalla morsa dell´euro, anche per noi.

Ma se già solo la Grecia salta, o se solo salta fuori dall´euro, molti titoli del debito greco, che viaggiano nei portfoli dei grandi creditori, spalmati e cartolarizzati in chissà quanti prodotti derivati e future di ogni tipo e colore, in giro per il mondo e per l´Europa (leggi: da Unicredit a Germania, Usa, ecc...), magari anche in gran mole assorbite nel capitale societario come quota di riserva frazionaria (moltiplicatore di depositi) per affidamenti migliaia di volte superiori, e che diventerebbero carta per coriandoli e svanirebbe in una vacua bolla di sapone: ciò non deve avvenire. Questo significa che la situazione è sicuramente al vaglio dei più grandi istituti finanziari multinazionali mondiali (...altro che Tsipras).

I quali faranno di tutto, lecito e non lecito, per farla rimanere dentro, in qualche modo, anche con proposte drastiche (anche probabili embarghi veri e propri). La Grecia dovrà rimanere attaccata al respiratore dell´euro dunque non solo per sopravvivere, ma per non far morire e sostenere il peso (bail out) di molte altre grandi istituzioni creditizio-finanziarie invischiate nei suoi Titoli. E neanche essa può farsi tanto allettare dalle fedifraghe sirene dei Brics (Russia, ecc..., a cui certamente interessa una bella visuale sul mediterraneo), perché resta sempre da dar conto alle esigenze del vecchio Zio Sam a stelle e strisce, colonizzatore sempre molto disponibile ad esportare democrazia mediante armi e bombe.

Dunque, tutto questo subbuglio sta avvenendo non perché interessi il sangue economico (la Moneta) dei miseri disperati ellenici, che tutti sommati assieme e come Pil fanno circa una buona Sicilia. No. Ma per non rischiare una sicura fotocopia, e forse ancora più grave, del dissolversi della Lehmann brothers qualche anno fa, di cui ancora nelle Borse dolgono le ferite.

Ora, tutto questo sarebbe un bel racconto economico thriller che, sebbene poco approfondito e presentato solo in chiave politica sentiamo ogni giorno in televisione. Ma il fatto reale è che tutto ciò rappresenta lo stesso calvario che potrebbe attendere noi fra solo qualche mese o anno, non appena non riusciremo ad onorare gli impegni di tutti i trattati e accordi capestro con la istituzione trita-popoli-e-imprese più nefasta al mondo, ma amica dei banchieri, la cosiddetta: Troika (Bce, Commissione Europea, Fondo Monetario Internazionale). La situazione è identica: solo più grande.

L´italia ha già preso il numerino come al supermercato: assieme alla Spagna il nostro turno fissato viene subito dopo la Grecia, per essere ...serviti per bene. Ma a quanto pare, agli italiani fin quando non arrivino le mazzate in faccia, direttamente, ancora sembra che tutto ciò avvenga solo nei telegiornali, come fiction e, soprattutto, solo ad altri. Eppure i segnali macroeconomici ci sono tutti!

Bisogna convincersi che i padroni delle emissioni del denaro guadagnano potere e controllo da questa asfissia procurata al mercato reale e ovviamente fanno in modo che tutto quello che gira sotto la moneta non si conosca, inibendo la stessa spicciola informazione nei grandi canali; mentre tutti i maggiori economisti sui propri blog si sgolano gridando che così, come nazione e come cittadini, stiamo andando incontro a sicura catastrofe (per usare un termine da tragedia greca).

Come ci si può difendere da tutto ciò? Come aveva proposto l´eccellente Varoufakis (foto), il ministro greco appena dimessosi per lasciare lavorare (diciamo) meglio il suo Governo: utilizzando una moneta fiduciaria complementare nazionale, come in effetti si sta già utilizzando da tempo in molti Comuni Greci, arrivati allo stremo di non poter più provvedere alla fornitura dei servizi minimi.

Le monete complementari locali, in questo stato di asfissia monetaria, sono necessarie alle economie più deboli. L´alternativa è l´estinzione economica dei sistemi economici troppo piccoli, che non possono beneficiare di una alta percentuale di esportazioni e così arricchire al Cambio la propria Bilancia Commerciale. Speriamo che il nostro territorio, la cui quota di esportazione dei propri prodotti e manufatti è rasente allo zero, lo comprenda al più presto.

Ha collaborato Giancarlo Palazzolo


MAGNA GRECIA
13/07/2015 | 19.38.25
mambo

Finalmente si è capito perché la Sicilia anticamente era detta ´Magna Grecia´: perché la Sicilia ha più debiti della Grecia! Ci vuole ora un tandem Tsipras-Crocetta.


complimenti
13/07/2015 | 13.28.07
franco

Complimenti alla redazione...finalmente qualcuno che dice le cose come stanno....questa è informazione libera e obiettiva....chi ha studiato economia non può far altro che concordare con quanto scritto...purtroppo in italia è l´ignoranza a farla da padrone.....