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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:44 - Lettori online 904
RAGUSA - 11/07/2015
Economia - Innovazione, formazione e organizzazione economica del territorio

Formazione aziendale per il successo economico

E’ necessario sostenere una formazione che si frapponga ai processi di decadimento per cogliere le opportunità che il mercato globale propone
Foto CorrierediRagusa.it

Ragionevolmente si sostiene che per meglio rispondere alle sfide imprenditoriali che l’economia globalizzata oggi impone, l’obiettivo da conseguire è l’innovazione tecnologica, per contenere i costi e migliorare gli standard qualitativi dell’offerta. L’impresa oggi si deve caratterizzare per dinamicità di rapporti riscontrabili nel modo in cui dialoga col «villaggio globale», ciò attraverso un costante aggiornamento dell’offerta formativa, che aiuta la stessa realtà imprenditoriale a confrontarsi con la creatività, l’innovazione (portata dalla ricerca e dalla formazione) e conseguente «cambio di passo» a sostegno della cultura del fare impresa.

Per limitare alla realtà del territorio della provincia di Ragusa il raggio d’azione dell’argomentazione qui proposta, l’analisi ragionata dei dati disponibili propende per constatare come spesso la classe imprenditoriale iblea sviluppa innovazione più per progetto (macchinari e beni strumentali), che per prodotto (processi qualitativi e nuove proposte).

L’evidenza di tale circostanza deve indurre a ri-considerare le ragioni che accompagnano il concetto del fare impresa: si avverte l’esigenza di sviluppare le caratteristiche professionali e personali mediante flessibilità, propensione alla crescita, responsabilità, preparazione e conoscenza anche della lingua. E’ necessario procedere a focalizzare dei percorsi formativi, inquadrati in specifici contenuti e obiettivi, all’interno di un programma di innovazione che volge attenzione alla modernizzazione della filiera, allo sviluppo delle competenze, alla visibilità, alla promozione e al marketing territoriale. Oggi, è bene tenere a mente, che imprenditori non si nasce, si diventa. Certo, qualcosa di personale ci dev’essere. Ma l’essere imprenditoriale da solo, oggi, non può nulla. Occorrono una crescita di contesto, delle circostanze, altro modo di pensare e operare da parte di uomini e donne. Occorre una dinamicità di rapporti riscontrabile nel modo in cui si dialoga con altre realtà imprenditoriali, con diversità di consumatori, consci che l’impresa è un fatto sociale, non di un singolo.

Non è in discussione se è preferibile il pensare della persona adulta o quello di un giovane. E’ vitale il possesso o l’atteggiamento a preferire il formarsi di una diversa cultura vocata a un diverso parco motivazionale. Il territorio ibleo e la sua economia rappresentano una risorsa da valorizzare; in presenza del fenomeno della globalizzazione, il contesto si è fatto più competitivo e lo strumento della cultura e della formazione favorisce la valorizzazione delle risorse esistenti sullo stesso. Vivere l’internazionalizzazione rappresenta un fattore significativo nella nuova cultura d’impresa: l’azienda è chiamata a darsi una nuova missione, una pianificazione e una struttura di modelli organizzativi che la collochi su un contesto più ampio dell’asfittico perimetro in cui essa si trova a operare.

Oggi, la pubblicità attiva e i mezzi di comunicazione accelerano il processo di cambiamento. E’ necessario sostenere una formazione che si frapponga ai processi di decadimento per cogliere le opportunità che il mercato globale propone. Sostenere la formazione significa alimentare la creatività, mutare l’organizzazione, trasformare la crisi in opportunità. Tutto ciò che è nuovo rende necessario il sostegno alla revisione organizzativa delle strutture economico-imprenditoriali. Erigere un muro fra noi e il cambiamento non favorisce la circolazione dei saperi e del progresso economico-imprenditoriale del territorio.

* Ufficiale nella Guardia di Finanza