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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:18 - Lettori online 852
RAGUSA - 14/06/2015
Economia - Nuove idee per fare impresa

L’economia digitale in Italia e nel mondo

Serve un’apertura mentale verso modalità plurifunzionali
Foto CorrierediRagusa.it

Per ragionare, elaborare e applicare una scelta è necessario disporre dei dati di contesto, cioè di elementi messi in correlazione fra loro. Solo dopo aver effettuato un’analisi ragionata sarà possibile programmare una strategia. E’ questo un concetto che colora qualsiasi attività intellettiva; nel caso delle scelte strategiche in campo imprenditoriale, Il ragionamento, appunto, è ciò che spiega come e perché l’impresa riuscirà a produrre ricavi sufficienti a coprire costi e generare profitto. Il segreto è semplice: tutto verte sulla validità della strategia della scelta. Aldilà della condivisione dell’esistenza di nuove opportunità oggi presenti nel concetto del «fare impresa» (oppure, se si preferisce, della tardiva presa di coscienza che l’economia del «non luogo» caratterizza i mercati non fisici), ciò che rileva nell’approccio strategico rivolto alla cessione del bene-merce, è che la vendita oggi esorta l’apertura mentale verso modalità plurifunzionali. Non è utile a nessuno, e a niente, non comprendere che il mondo è cambiato, che la nostra realtà contemporanea è in continuo addivenire.

Nel bellissimo libro di Dino Buzzati, dal titolo « Il deserto dei Tartari», l’autore traccia la trama del giovane Tenente Drogo in uno spazio-tempo non identificato, non determinato; il giovane ufficiale lascerà quella fortezza (dove la vita scorre monotona e ripetitiva) con addosso il peso degli anni, e l’angoscia di essersi fermato a difesa di una postazione che il presunto nemico (i Tartari) mai attaccò. Il giovane Tenente non comprese che il decorso del tempo consuma chi non capisce; il suo viaggio si conclude in una locanda, ove con coraggio e serena dignità affronta la sua unica e vera battaglia: quella con la morte.

La recente pubblicazione dei dati contenuti nel rapporto sullo stato dell’economia digitale, induce l’emergere di una ragionevole considerazione volta a chiederci: chi siamo, cosa facciamo, dove vogliamo andare. Il fattore impresa oggi viene solcato da una miriade di innovazioni, chiudere gli occhi e rifiutare la realtà che ci circonda equivale a non esistere, significa lasciare agli altri i mercati di sbocco del nostro bene-merce. Nel 2102 la vendita attraverso le piattaforme digitali è cresciuta a due cifre grazie alla diffusione del mobile, e nel 2015 oltre il 50% della popolazione europea acquisterà facendo uso del «non luogo».

Siamo di fronte a un mercato globale nel quale chiunque può e deve concorrere. La Rete impone alle aziende nostrane di riconsiderare la loro offerta in chiave internazionale, e l’economia del territorio ibleo (la porzione che qui interessa evidenziare) non può essere refrattaria alle innovazioni, non può fermarsi a difendere la fortezza da un nemico che mai arriverà (invero, il nemico è già in casa). L’economia delle imprese ragusane deve vivere i cambiamenti del tempo, capirne i contesti: l’opportunità che oggi il mercato globale offre induce a rivedere le strategie, gli investimenti promozionali, l’adozione di più affascinanti modalità di proposizione del bene-merce e sua vendita. Il «non luogo» attraverso l’offerta anticipa la domanda. I risultati di questo stravolgimento sono sotto gli occhi, sia in Italia, in Europa, che nel mondo.

In Italia 41 milioni di persone accedono a Internet, e oltre il 38% di essi conclude affari utilizzando cellulare, tablet, piattaforme digitali e mercati virtuali: il volume d’affari generato si attesta oltre 21 miliardi di Euro, e la prospettiva di buon tasso di crescita. Lo sviluppo del commercio attraverso il «non luogo» va di pari passo con la maggiore confidenza da parte dei consumatori verso la Rete, e la maggiore fiducia negli strumenti di on line payment.

In Europa, nel 2012 il mercato delle vendite attraverso eCom ha raggiunto oltre 305 miliardi di Euro, con un incremento del 22% dei valori transati nell’anno precedente. Le vendite nelle piattaforme digitali hanno registrato un’impennata nei mercati del centro Europa. In particolare, la Gran Bretagna, la Francia, la Germania registrano effervescenza innovativa e creativa nel mondo delle idee che caratterizza le loro imprese, soggetti socio-economici che vivono e correttamente interpretano la mutazione culturale del nostro tempo. Le stime previste nei prossimi anni orientano in direzione di forte incremento.

A livello globale il valore del commercio attraverso le piattaforme digitali (B2C) ha superato il tetto dei mille miliardi di dollari, e nel 2013 i dati orientano in direzione di incremento del 18,3%, per raggiungere la cifra di 1,3 trilioni di dollari.

Per concludere, nel nostro territorio la realtà dei 12 paesi della provincia ragusana evidenzia una polverizzazione di circa 30.000 imprese, con forte concentrazione di ditte individuali e società di persone nel settore agricolo, cui si contrappone maggiore quantità di imprese dedite al commercio all’ingrosso sotto forma di società di capitale. La provincia iblea rappresenta lo 0,5% della popolazione italiana, produce lo 0,5% del P.I.L., e veicola il risultato di 1 a 10 circa nel rapporto imprese/popolazione residente. Di per sé la lettura dei dati proposti induce a sostenere che l’economia del nostro territorio gode di buona salute e che non occorre cambiare. Innamorarsi del dato così esposto equivale a seguire il distrattore del ragionamento, quel distrattore che può far percorrere una strada senza uscita. Nel «deserto dei Tartari», il giovane Tenente Drogo, prigioniero di una vita che scorre monotona e ripetitiva, non comprese che il decorso del tempo consuma chi non capisce (o tarda a non voler capire).

* Ufficiale nella Guardia di Finanza