Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Venerdì 2 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:30 - Lettori online 608
RAGUSA - 22/05/2015
Economia - La sorpresa è quella di non trovare nessuna località turistica siciliana degna di nota

Sicilia "perdente" nel rapporto Istat: turismo penalizzato

Le località siciliane sono annoverate tra le "perifericità culturali" Foto Corrierediragusa.it

La Sicilia è "perdente". Lo dice il rapporto Istat sullo stato dell´economia che, se da un lato intravede segnali di ripresa nel resto d´Italia, nel meridione e specificatamente in Sicilia, vede una area svantaggiata in tutti i settori a cominciare dal turismo. Proprio il comparto sul quale tutte le amministrazioni, a cominciare da quella regionale, puntano, investono (male, come dimostra il recente caso Expo), fanno confusione e soprattutto non riescono a fare sistema e impresa. L´Istat dedica proprio a questo settore un capitolo speciale intitolato "La grande bellezza". La sorpresa è quella di non trovare nessuna località turistica siciliana, più o meno rinomata, dalle più grandi a quelle medie e piccole. L´analisi dell´Istat è impietosa e dovrebbe fare arrossire i vari amministratori e assessori al turismo. "Ci sono zone , scrive l´Istat, con enormi patrimoni culturali e paesaggistici in cui è carente la componente formativa e produttiva e che potrebbero compiere un salto di qualità se riuscissero a promuovere una crescita anche nella dimensione imprenditoriale". Le località siciliane sono dunque annoverate tra le "perifericità culturali" e sono considerate un gruppo residuale "sistematicamente inferiore agli standard".

Scarsa capacità di impresa, dunque, per promuovere e affermare sul mercato il grande patrimonio culturale che potrebbe essere il volano di un´economia oggi "perdente" anche per numero di imprese scomparse mentre nel resto del Paese ci sono segnali di ripresa. Non scompaiono solo i grandi gruppi come la Fiat ma anche le piccole e medie imprese. Nel 2004 il saldo tra imprese create e quelle cancellate è negativo dello 0,72 per cento. Lasciano ben sperare i giovani e le start up che sono state 22 contro le 18 dell´anno precedente.

I posti di lavoro comunque non crescono perchè non ci sono commesse e competitività e bisogna fare i conti con la grande palla al piede dei trasporti. Il sistema viario e dei collegamenti è al collasso e ciò è stato aggravato ora dalla interruzione della Catania-Palermo. Un danno enorme all´economia siciliana con imprese di autotrasporti che hanno visto aggravare i costi, Ikea che denuncia cinque milioni di fatturato in meno così come l´outlet lungo l´autostrada e possibile, conseguente, perdita di posti di lavoro.