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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 0:33 - Lettori online 739
RAGUSA - 17/05/2015
Economia - La prima di una serie di conferenze

Correlazione moneta-debito: se ne è discusso a Ragusa

Il fine della iniziativa è di sollecitare la pubblica attenzione alla conoscenza di problemi solitamente ritenuti ostici o distanti Foto Corrierediragusa.it

Si è svolta a Ragusa nel salone del Centro Pastorale della Parrocchia del Preziosissimo Sangue la prima di una serie di conferenze su tematiche economiche, sociali e politiche che si terranno nei principali centri iblei su "La vera causa del Debito Pubblico e delle Tasse esose: il Denaro-Debito". Relatore l’economista Salvatore Tamburro (foto), che da anni tiene conferenze su questo tema in tutta Italia, anche come ospite in più occasioni di trasmissioni televisive nazionali. Organizzatore della serata e di tutta la serie di manifestazioni è il Movimento Distributista Italiano (Modit) sezione Sicilia. Il fine della iniziativa è di sollecitare la pubblica attenzione alla conoscenza di problemi solitamente ritenuti ostici o distanti, in quanto trattano di dimensioni macroeconomiche generali a torto ritenuti lontani dal contesto locale, ma ci affliggono; mentre i nostri politici sembrano incapaci di risolverli: il debito pubblico, il debito privato, le tasse esose, il ruolo delle banche e della finanza nell’economia, la perdita del potere d’acquisto degli stipendi, la disoccupazione, lo strapotere delle multinazionali, la crisi delle piccole imprese famigliari.

Nel corso della serata Tamburro ha spiegato, con molti dati alla mano, che per la modalità dell´attuale gestione, la Moneta è gravata da un macroscopico difetto: oggi infatti il denaro nasce solo ed esclusivamente come debito di Stati, cittadini ed imprese verso il sistema bancario. Ciò comporta quanto tutti noi possiamo quotidianamente sperimentare: l’indebitamento generalizzato, verso il sistema bancario, di ogni entità che opera nel mercato, sia essa di tipo pubblico (enti, servizi) quanto di tipo privato (imprese, famiglie). Quindi una situzione economicamente inostenibile. In questi termini ha tracciato la situazione paradossale dell´Italia, che da circa un ventennio pur chiude il bilancio primario - cioè il rapporto tra entrate ed uscite - con un avanzo in positivo, ma destina molta parte delle entrate - quasi 90 miliardi di euro all´anno - per cercare di inseguire la decrescita almeno degli interessi sul montante totale del debito pubblico nazionale (interessi sul denaro che deve chiedere in prestito alle banche, tramite l’emissione di titoli di Stato).

In questo modo, solo per questo motivo, l´avanzo si trasforma in disavanzo Mentre il Debito Pubblico continua inesorabilmente a crescere, all´infinito, mentre le risorse per i servizi di interesse pubblico (sanità, trasporti, opere pubbliche, previdenza) parallelamente per forza diminuiscono. Come se non bastasse, a tutto ciò ovviamente segue inoltre, come conseguenza, l´aggravio della tassazione, pure incolpando impropriamente i cittadini perché " si spende troppo ". Un tale metodo di gestione dei flussi per un Paese maturo, è da considerare improprio, oltre che demenziale, irragionevole.

Tamburro ha parlato anche di "ricusazione" del Debito Pubblico, o almeno di buona parte di esso, citando alcune nazioni che hanno già percorso con successo questa strada, assodatamente fondata giuridicamente (cosiddetta: debito «detestabile»). Una strada fino ad adesso sconosciuta o evitata dalla totalità dei nostri politici nazionali, che, aggiungiamo noi, appaiono più dediti a tutelare gli interessi dell’apparato bancario nazionale ed internazionale, piuttosto che a curare gli interessi della gente comune.

Il Relatore ha anche trattato della risorsa costituita dalle Monete Complementari, come espedienti utili e necessari per controbilanciare la cattiva natura della moneta comune che utilizziamo, la quale, come detto, è di fatto una moneta generatrice di debito sin dalla sua emissione. Tamburro si è trattenuto per rispondere a tutte le numerose domande che sono state poste dagli astanti e dagli organizzatori stessi. Il collegamento in conference call si è concluso con un "arrivederci" data la prolificità delle sollecitazioni suscitate nel pubblico, per lo più ignaro dei meccanismi monetari trattati da Tamburro e del loro forte impatto negativo sulla vita quotidiana dei cittadini, chiedendo riferimenti adeguati per accrescere la propria conoscenza sul tema.

Chi fosse interessato ad avere informazioni sulle future iniziative del Modit nel territorio ibleo può tenersi aggiornato sul sito distributismomovimento.blogspot.com)

Ha collaborato Giancarlo Palazzolo