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RAGUSA - 21/03/2015
Economia - L’economia tra alti e bassi

Quando viene emessa moneta e come funziona

Le Monete Complementari siano la panacea per tutti i mali economici delle ditte e delle famiglie. Sono solo un appoggio in periodi di crisi Foto Corrierediragusa.it

Una delle più tenaci forze deterrenti ed inibenti in riferimento all´uso di Monete Complementari è la riverente deferenza a delle valenze personalmente molto profonde e culturalmente molto radicate in tutto quello che "si crede" Stato; fonti, in qualche modo, di tranquillità e ordine pubblico. Cerchiamo di fare chiarezza. Per questi pre-concetti, l´inibizione al tema Moneta resta così alta che è difficile anche prendere attenzione in una discussione che ne tratti. Il concetto di denaro ha qualcosa di psicologicamente bloccante (pensiamo alla collocazione delle sue istanze nel pensiero di Freud; e in generale nell´animo dell´avaro) e di fideistico devozionale al suo ´valore´, come verso una superiore Auctoritas. Ciò limita qualsiasi critica alla sua gestione, confinandolo alla sfera semantica di vero e proprio Tabù. E una delle basi più ferme su cui fonda la solidità di tale Tabù è la disconoscenza del tema, nella sua pur disarmante semplicità.

Nella credenza popolare infatti l´impronta violentemente classista dello Stato scompare. E´ rinomata invece l´idea di un sistema Nazionale, buono come la Mamma, paritario, Stato ormai ´cosiddetto´ comunitario d´Europa che, addirittura "Nel supremo interesse della Nazione", decida di immettere la Moneta che serve ai cittadini per vivere e imprendere, mediante le emissioni della Banca di Italia e adesso della Banca Centrale Europea.

Come se queste due banche fossero Istituzioni. E come se facessero parte del sistema democratico dello Stato. In effetti non è per niente così. La Banca d´Italia, pur conservando il nome altisonante di banca "per" gli italiani, in effetti è un consorzio azionario Privato (!) controllato dalle quattro più grandi banche Private italiane e da una lunga serie di piccole altre partecipazioni, anche esse Private, alle trecentomilaquote di cui è costituita. E la Bce è, a sua volta, la riunione "societaria" delle partecipazioni, ancora in quote parti Private, delle altre Banche nazionali degli altri Stati, costituite come la "nostra", fra banche Private. Quindi niente di Pubblico paritario. Perciò, quando si sente dalla "cosiddetta" informazione che (cela questo, ma grida che) la suprema Bce abbassa il costo del denaro, sceglie il saggio di interesse, sceglie quando emettere, quando non emettere, dove immettere, dove minacciare di non immettere più se non... in effetti scelgono le Banche Private che ne costituiscono la compagine societaria.

Ma allora a questo punto è lecita la domanda: se sono Private, nel "supremo" interesse di chi scelgono? ...Di certo non del Pubblico. E ci sarebbe anche da chiedersi: ma a nessuno dei giornalisti che ogni giorno trattano di economia viene in mente di spiegare da dove la Bdi, e la Bce, prendono i soldi da immettere per "salvare" le loro stesse Banche, di cui sono costituite? O con cui fare prestiti (sempre ad interesse) agli Stati? E dove guardano invece, quando non ne trovano, pur constatando una recessione totale nel Paese e persone che rovistano nei rimasugli dei mercati quando non nei cassonetti, gente sfrattata, ecc..., e decidono di non immetterne? Da dove si pensa che si tragga la moneta "ufficiale" (ormai quasi tutta elettronica)? Da dei magazzini? No.

La si crea da dei semplici computer (come quelli che abbiamo a casa o in ufficio). Semplificando: con un click ordinato da quel consorzio di Banche Private, facendo pagare interessi all´infinito ai mutuatari, compresi gli Stati Nazionali (ad es. Quantitative Easing!). Oppure, lo Stato emette i Btp, li colloca sul mercato finanziario pagando gli interessi, pure su questi, all´infinito, sempre mediante le varie Banche, ancora: private. Allora ciò significa che dobbiamo prestarci, da dei Privati, comunque ad interesse, ogni centesimo che utilizziamo, da ovunque questo provenga? Il quale ancora finisce nei conti correnti, di nuovo delle Banche Private? Semplicemente: sì. Infatti si dice: Non è difficile capire tutto questo; è difficile crederlo.

Se si riesce a superare la barriera logica di detta inibizione generalmente condivisa, la prima domanda è: ma lo Stato non potrebbe emetterli lui stesso questi clik da un suo computer? E distribuire la Moneta che serve ai cittadini, ad interesse quasi zero, come era sua funzione fino a qualche decennio fa, quando le cose andavano appunto molto bene? La risposta, al netto del Trattato di "Matrix", sarebbe: sì. La seconda domanda è: essendo così facile emettere Moneta, dato che a cittadini e ad imprenditori ci serve disperatamente per vivere e lavorare, non possiamo emettercela noi stessi per i nostri pagamenti reciproci? Qui la risposta è più semplice: esclusivamente sì!

L´unica precauzione che si deve tener presente è che se ci stampiamo ognuno la propria, per i fatti nostri, magari a piccoli gruppi, gli altri molti non la accettano. Le iniziative di sviluppo di Monete Complementari servono a costituire una base condivisa fra quante più ´persone´ possibile, che accettino quella che si decide assieme.

Questo per le persone significa andare a comprare avendo pochi euro (integrandoli) o non avendo affatto euro a disposizione al momento. E per le ditte significa pagare i propri fornitori con altro proprio lavoro o merce in magazzino, senza muovere un solo euro dal conto bancario in euro; che di solito di questi tempi si trova al top del castelletto, e magari non può andare ancora di più in rosso. Infatti si sa che di questi tempi si chiude per ...crediti non riscossi. Appunto per mancanza di Moneta in circolazione. Non di Domanda, è palese.

Quando si supera la giustificatissima palude delle ritrosie, allora cominciano i sani dubbi: ma chi le emette? Come funziona? Chi garantisce questi pezzi di carta differenti dagli euro o questi bit che non si chiamano euro? (...La domanda sensata in effetti sarebbe: chi o cosa garantisce l´euro? Niente e nessuno! Sia chiaro). Ed è buon segno di apertura mentale e curiosità attiva, che non si possono soddisfare in poche righe, al momento.

Per le filiali locali delle Banche, d´altro punto di vista, questo è un vero toccasana, in quanto gli si salvano dei clienti, che potranno continuare a spremere nel tempo, ma che secondo le nuove disposizioni di scuderia non possono più ´affidare´. Queste loro aziende-clienti altrimenti sarebbero condannate alla chiusura della attività. Rimettendosi in linea, invece, con un giro d´affari cresciuto grazie ai pagamenti in moneta complementare, locale, questi ritornano più affidabili. E la giostra riparte. Funziona così semplicemente.

Solo, non è giusto formarsi la convinzione che le Monete Complementari siano la panacea per tutti i mali economici delle ditte e delle famiglie; sono solo un appoggio in periodi di crisi. Ma la cosa certa è che intanto salvano dalla disperazione. E danno sempre lo spunto per una ripresa. Tutte le iniziative sviluppatesi mostrano ovunque benefici presso gli operatori, che si traducono in numeri di crescita comprovati. Ma aiutano anche le famiglie. E in un periodo di crisi, individuare mezzi per allontanarsi anche solo di alcuni metri dal precipizio e in tanti casi dalla disperazione, merita il massimo dell´attenzione.

Ha collaborato Giancarlo Palazzolo