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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:21 - Lettori online 1344
RAGUSA - 03/02/2015
Economia - Il piano redatto dall’ingegnere Vincenzo Corallo

Un treno ibleo nel "Circuito del Barocco"

E’ stato presentato in sala giunta alla Provincia dal commissario Dario Cartabellotta e dal professore universitario Aurelio Angelini Foto Corrierediragusa.it

Il treno ibleo veicolo turistico per il futuro. Cosa c’è di più affascinante che viaggiare in treno e ammirare dal finestrino le peculiarità paesaggistiche che il territorio offre? La natura, la campagna, gli odori e i colori del posto che si attraversa. Il progetto è apprezzabile, mira a spendere 30 milioni di euro provenienti da fondi comunitari (altrimenti finiscono altrove come i tanti già persi per manifesta incapacità progettuale della Sicilia) in vista di Expo 2015. Il progetto redatto dall’ingegnere Vincenzo Corallo si chiama «Il circuito del Barocco» ed è stato presentato in sala giunta alla Provincia, dal commissario Dario Cartabellotta e dal professore universitario Aurelio Angelini. La concretezza del progetto sostenuto ora da Cartabellotta nasce da quella bozza originaria presentata dall’allora consigliere comunale Giovanni Iacono quando dai banchi di viale del Fante faceva le battaglie per l’istituzione del Parco turistico degli iblei.

«Tutti i paesi riconosciuti dall’Unesco- afferma il commissario - hanno un privilegio maggiore rispetto ad altri, Ragusa è fra questi, la Val di Noti è fra questi. Ragusa e tutto il Sud-Est hanno la possibilità di coniugare ambiente, storia e cultura e metterli al servizio del turista che viene in questo splendido territorio e che deve ritornarci. Il progetto sarà gestito dal Libero consorzio».

Entusiasta il professore Angelini: «Il nostro territorio ha tanto da poter vivere alla grande, eppure soffre. L’aspetto principale, adesso, è quello di creare le infrastrutture giuste per superare la sofferenza. Non si tratta di fare opere faraoniche, ma di riammodernare e rendere efficiente l’esistente. Utilizzare la rete attrattiva esistente che faccia da anello di congiunzione fra valle, mare e monte, per fare vedere i tesori della Sicilia. Del resto, se le civiltà antiche sono venute qui in Sicilia è perché hanno riconosciuto essere una delle regioni più produttive».

Alla domanda se le attuali infrastrutture stradali siano in grado di soddisfare queste esigenze, Angelini ha risposto d’avere ricevuto l’impegno dal Governo regionale al fine di migliorare il territorio dell’Unesco.

Nel progetto redatto dall’ing. Corallo si vede una cartina geografica con la linea ferrata che dovrebbe collegare Siracusa con Ragusa, passando da Noto, Pozzallo, Scicli, Modica, Ragusa, Palazzolo Acreide. Si tratta di un percorso che si aggira intorno ai 120 chilometri. «L’idea del progetto- dice Corallo- è mirata a organizzare in circuito la mobilità secondaria al servizio del comprensorio turistico-culturale degli iblei ri-funzionalizzando le tratte ferroviarie dismesse o sottovalutate, per divenire esse stesse parte integrante del complesso di valori che si intendono mettere a sistema».

Nella foto da sinistra Aurelio Angelini e Dario Cartabellotta


l´ennesima boiata
05/02/2015 | 19.47.49
gd4

ci si inventa di tutto pur di mettere mano a 30 milioni di euro... perfino far passare il treno da Palazzolo Acreide!