Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:45 - Lettori online 821
RAGUSA - 02/02/2015
Economia - Nonostante la crisi il settore è trainante

Come fare sistema nel turismo ibleo

Dal 1990 ad od oggi il turismo si è praticamente raddoppiato in Provincia Foto Corrierediragusa.it

Nell´attuale panorama del tessuto produttivo ibleo sconvolto dalla crisi, che sta mettendo in ginocchio l´ agricoltura di qualità e il sistema delle piccole e medie imprese, spicca il dato positivo dei flussi turistici attratti dalla luminosità dei centri storici barocchi, dalle eccellenze dolciarie ed enogastronomiche, dagli inimitabili scorci ambientali delle campagne fittamente abitate e del nostro mare. I dati statistici del 2012-2013 registrano l´aumento delle presenze di viaggiatori stranieri e italiani nel Val di Noto,in chiara controtendenza rispetto al resto della Sicilia, che potrebbe far sperare in un duraturo decollo del turismo come strategia di sviluppo "sostenibile" , se alcune criticità ancora irrisolte non mettessero a rischio la nuova "gallina dalle uova d´oro oro" dell´economia del Sud-Est. Dal 1990 ad od oggi il turismo si è praticamente raddoppiato in Provincia, con oltre 800 mila presenze (straniere per il 60% e italiane) e con punte che hanno superato 1 milione nel 2006-2007. Rispetto al dato complessivo regionale nel 2014 crescono solo Taormina e i centri urbani siglati Unesco. Una straordinaria opportunità da non perdere.

Nella storia della Provincia di Ragusa la tradizione della "villeggiatura" appartiene allo stile di vita della piccola nobiltà e della borghesia locale e le pagine picaresche dedicate da Raffaele Poidomani alle gite a mare delle famiglie patriarcali dagli anni ´30 in poi hanno costituito un topos letterario dell´antropologia culurale iblea. I primi autentici pionieri del turismo si rintracciano negli anni ´60, quando comparvero le prime strutture ricettive : l´ hotel S.Giovanni, il Mediterraneo e il Jolly a Ragusa, il Motel Agip a Modica e La Perla Azzurra a Marina di Modica, il villaggio-vacanze di Kamarina. Queste "isole" di ospitalità inaugurarono un mitico decennio, ma non potevano certo modificare un contesto territoriale arretrato, privo di infrastrutture, assente dai circuiti dei Tours-operators. Ancora alla fine degli anni anni ´80 nell´ intera Provincia non esisteva alcun albergo di lusso, nessun hotel a quattro stelle ; appena 12 gli alberghi a tre stelle, 13 a due stelle e una diecina di improvvisati camping , per una ricettività di soli 5000 posti. Eravamo alla preistoria del turismo ragusano.

Nell´ultimo ventennio abbiamo però assistito ad un eccezionale salto di qualità , descritto con il consueto acume da Carmelo Arezzo nel recente saggio inserito nel volume "Una Provincia in Sicilia. Storia economica della Provincia di Ragusa" (Bonanno editore, 2014) curato da Saverio Terranova. Oggi si contano 3 strutture a cinque stelle, 40 a quattro stelle, 33 a tre , oltre a una diffusa e confortevole rete extralberghiera, di B&B e di case-vacanze , che hanno quadruplicato ad oltre 20 000 posti la ricettività totale. L´insediamento del Club Mediterranèe e di Baia del Sole a Marina di Ragusa, dei villaggi Baia Samuele 1 e 2 a Sampieri, di Marispica e Borgo Rio Favara tra Pozzallo e Ispica, del Donnalcata Resort e del Golf Resort a S.Croce Camerina hanno completamente ridisegnato l´offerta di soggiorno dell´area iblea. Si tenga soprattutto conto del´exploit della ristorazione, che ottiene continui riconoscimenti a livello nazionale e internazionale grazie alla raffinata arte culinaria di qualificati chef che hanno saputo esaltare sapori e profumi delle nostre eccellenze gastronomiche. Una realtà nuova, di assoluto prestigio, un´ occasione unica di sviluppo, collegata finalmente all´apertura dell´aeroporto d Comiso e al rilancio del porto di Pozzallo. La luce in fondo al tunnel?

Non è purtroppo tempo di autocelebrazioni, le criticità incombono sul settore e penalizzano pesantemente il decollo turistico del territorio. Il primo limite che frena la valorizzazione turistica e´ la mancanza di un´offerta integrata, capace di superare la frantumazione e il localismo delle iniziative. Il marchio Unesco si limita ad un´inutile spilla sul petto senza una vera programmazione di grandi eventi e senza un piano di gestione condiviso. In Provincia i dodici comuni si comportano come dodici repubbliche autonome. Ragusa organizza gli Stati Generali del Turismo e Modica si prepara a celebrare i suoi senza alcun coordinamento, Vittoria procede senza curarsi di Comiso e viceversa, Scicli orgogliosa dei suoi monumenti si chiude in se stessa.. Un errore clamoroso, amplificato dall´abolizione della Provincia e dal ridimensionamento della Camera di Commercio, che provoca duplicazioni e sovrapposizioni, spreco di risorse, concentrazione di attività nel periodo primavera/estate, qualità spesso scadente delle manifestazioni. Un campanilismo che uccide.

In secondo luogo mancano una offerta unitaria di servizi e un piano efficace di comunicazione. Il patrimonio barocco di Ibla resta ancora largamente sconosciuto e comunque. non si sposa col cioccolato d Modica, perché le due Amministrazioni si considerano rivali, invece di adottare una strategia comune di marketing territoriale. Si pensi al problema della mobilità interubana e intraurbana delle città iblee, mal collegate tra di loro e con inadeguati servizi taxi, mentre resta irrisolto il collegamento tra lo scalo aeroportuale di Comiso, i porti di Pozzallo e Marina di Ragusa, i principali centri storici dell´Unesco.

Si consideri in terzo luogo la perdurante apertura a singhiozzo di chiese e monumenti, dovuta in parte all´anacronistica divisione del territorio provinciale in due Diocesi, nonché l´ indisponibilità di agili Guide ai principali monumenti, lo scarso numero di guide turistiche autorizzate, il disarmante analfabetismo di lingua inglese di vigili urbani e operatori. Più in generale, pesano le carenze e il disordine amministrativo degli enti locali in materia ambientale ( rifiuti, acquedotti e fognature ) nelle frazioni marinare , come pure il dilagante abusivismo edilizio che negli ultimi decenni ha deturpato la fascia costiera ed aggravato i fenomeni erosivi delle spiagge.

Molte luci e non poche ombre, dunque, caratterizzano il settore e le sue prospettive di crescita. La sottovalutazione delle criticità e l´improvvisazione amministrativa richiamano le responsabilità politiche di un´ intera classe dirigente che non ha saputo o voluto puntare sul turismo. Ora è il momento di riguadagnare il tempo perduto, fare sinergia, creare sviluppo.